Nell'ordinanza di convalida del fermo emessa nei confronti di Cosimo Colucci, il giudice ha definito "particolarmente allarmante" l'atteggiamento emerso dall'analisi dei filmati agli atti
Chi ha ucciso Bakari Sako a Taranto lo ha fatto con una “sensazione di impunità”. Ad affermarlo è il gip di Taranto Gabriele Antonaci nell’ordinanza di convalida del fermo emessa nei confronti del 22enne Cosimo Colucci, indagato per concorso in omicidio con il 20enne Fabio Sale e quatto minorenni tra i 15 e i 16 anni.
Le parole del gip
"Particolarmente allarmante è che, dall'analisi dei filmati in atti, traspare limpidamente la sensazione di impunità con la quale il branco ha agito – scrive il gip -, essi, infatti, hanno pestato un soggetto sconosciuto in pieno centro città, quasi in orario diurno, non preoccupandosi minimamente di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza”. Gli aggressori, prosegue il gip, “non si sono minimamente premurati, ad esempio, di occultare il proprio viso, tramite cappucci o caschi, mostrandosi liberamente mentre ponevano in essere una condotta gravemente sprezzante della vita altrui".
Potrebbe interessarti
Omicidio a Taranto, il 15enne: "Volevo difendere i miei amici"
La ricostruzione dell'accaduto
Sako, bracciante di 35 anni, percorreva via Garibaldi in sella a una bicicletta e si apprestava ad andare al lavoro nei campi quando è stata accerchiato e picchiato senza un particolare motivo. A colpirlo mortalmente con due coltellate all’addome e una al torace è stato un 15enne. Indagato anche il titolare del bar in cui Sako era entrato, accasciandosi al pavimento e chiedendo aiuto, che non gli aveva prestato soccorso né rifugio e lo aveva fatto uscire dal suo locale insieme ai ragazzi che lo avevano seguito, senza chiamare le forze dell'ordine. L’accusa per l’esercente è quella di favoreggiamento personale in quanto non avrebbe fatto il nome di Colucci pur conoscendolo e avendolo visto sulla scena.
Martedì l'incarico per l'autopsia
Martedì 19 maggio la procuratrice facente funzioni del tribunale per i minorenni Daniela Putignano affiderà l'autopsia al medico legale Roberto Vaglio. Nella stessa giornata la pm del Tribunale ordinario Paola Francesca Ranieri assegnerà la consulenza sui file video del bar di piazza Fontana e i cellulari dei due maggiorenni e della vittima.