A far scattare le indagini è stata la segnalazione di una delle vittime, che nei mesi scorsi aveva confidato a un altro insegnante dello stesso istituto quanto accaduto. Stando a quanto emerso dagli accertamenti, l'uomo sarebbe riuscito a conquistare la fiducia di ragazzini e genitori nel tempo, costringendoli o inducendoli a subire atti sessuali
È finito agli arresti domiciliari un 37enne, professore di religione, accusato di aver abusato di sette ragazzi, tutti minorenni, tra il 2017 e lo scorso marzo. Ne dà notizia il Gazzettino che racconta che l’uomo, della provincia di Treviso, è stato anche animatore in alcune parrocchie nel Padovano e collaboratore di una realtà sportiva. A far scattare le indagini è stata la segnalazione di una delle vittime, che nei mesi scorsi aveva confidato a un altro insegnante dello stesso istituto quanto accaduto con il professore di religione. Dal cellulare del ragazzo sono emerse le chat con altri amici che avevano vissuto la stessa esperienza e che si confidavano tra loro.
Le indagini
Stando a quanto emerso dagli accertamenti, l'uomo sarebbe riuscito a conquistare la fiducia di ragazzini e genitori nel tempo, proponendosi anche di portare a casa i minori dopo le varie attività, organizzando occasioni di incontro e creando un rapporto di confidenza. Secondo i numerosi episodi ricostruiti dagli agenti della mobile, l’uomo coglieva le giovani vittime con mosse inaspettate e repentine, tali da sorprenderli e non consentire loro alcuna reazione, costringendole o inducendole a subire atti sessuali. Si trova da venerdì scorso agli arresti domiciliari nella canonica di un comune dell'hinterland.
Diocesi di Padova: il 37enne non insegnava più religione
La Diocesi di Padova ha precisato in una nota che il 37enne "non ha più ricevuto incarichi di insegnamento di religione cattolica in alcuna scuola statale e/o paritaria dal primo settembre 2023 e a seguire gli è stata formalmente e definitivamente revocata dall'ordinario diocesano l'idoneità all'insegnamento della religione cattolica". Dallo stesso anno, "si è conclusa la sua presenza" presso l'istituto in cui insegnava "e contestualmente il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, ha disposto la sua esclusione da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale, a seguito di un'indagine canonica avviata a suo carico. Il vescovo, in tal modo - si legge -, ha ottemperato a tutte le prescrizioni canoniche e civili e si è messo a disposizione completa dell'autorità giudiziaria nelle indagini attualmente in corso. Si precisa inoltre che la presenza di Saviane nella canonica di una parrocchia della Diocesi", dove al momento l'uomo si trova ai domiciliari, "si deve esclusivamente alla scelta personale del parroco, in violazione di una formale indicazione in senso contrario da parte dell'ordinario diocesano". "Il vescovo Cipolla - conclude la nota -, facendosi interprete dei sentimenti di tutta la Diocesi, esprime la forte amarezza della Chiesa di Padova per quanto sta emergendo dalle indagini in corso e la sua vicinanza alle famiglie e ai minori coinvolti in questa vicenda che, oltre a ferire, getta ingiusto discredito su persone e istituzioni che quotidianamente si dedicano con passione, dedizione, serietà alla crescita e allo sviluppo integrale e sereno delle giovani generazioni".