Secondo quanto accertato fino ad ora, sabato scorso la vittima si era fermata in piazza Fontana, nella città vecchia, per prendere un caffè, prima di andare a lavorare, quando ha incrociato un gruppo di giovani che lo avrebbero accerchiato per poi aggredirlo e ucciderlo senza alcun apparente motivo
Il bracciante 35enne Bakari Sako, originario del Mali, ucciso con tre colpi di un oggetto appuntito come un cacciavite all'alba di sabato scorso in piazza Fontana nella città vecchia di Taranto, sarebbe morto a causa di un'aggressione condotta da un gruppo di quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni, e da un maggiorenne, senza alcun apparente motivo. Questo quanto emerso dalle indagini condotte dalla polizia che, in queste ore, ha fermato quattro di loro, mentre un altro minorenne è ricercato. Il maggiorenne fermato è Fabio Sale, di 20 anni. Per tutti l'accusa è di omicidio aggravato proprio dai futili motivi.
L'aggressione mortale
Secondo quanto accertato fino ad adesso, sabato scorso la vittima si era fermata in piazza Fontana, nella città vecchia, per prendere un caffè, prima di andare a lavorare, quando ha incrociato un gruppo di giovani che lo avrebbero accerchiato per poi aggredirlo e ucciderlo. Stando agli inquirenti, poi, è stato proprio un ragazzo di 15 anni a sferrare i fendenti mortali all'addome di Sako.
Il ricordo
Le ultime immagini in cui si vede Bakari in bici che si dirige nella piazza dove ha trovato la morte le ha mostrate il TG1. Questa mattina è arrivato a Taranto dalla Spagna il fratello minore della vittima, Souleymane. Su Facebook ha scritto che per lui è "la separazione più dolorosa". A quanto si è appreso, il 35enne - descritto dagli amici come una persona tranquilla e mite - era giunto nel 2022 a Taranto per raggiungere il fratello - poi trasferitosi in Spagna - e aveva lavorato come cameriere per alcuni anni e poi negli ultimi tempi come bracciante a Massafra in attesa di trovare un'altra occupazione. Lasciava abitualmente la bicicletta alla stazione per prendere un mezzo che lo portava nei campi. "Vogliamo ricordare con profondo rispetto Bakari Sako, vittima di una tragedia che ci ha colpiti e addolorati", ha ricordato la Migrantes diocesana di Taranto. "Era un lavoratore, un uomo che si impegnava ogni giorno per la sua famiglia e per il suo futuro. In questo momento di dolore, esprimiamo vicinanza e cordoglio ai suoi cari. Che il suo ricordo resti come segno di dignità e di umanità", è stato aggiunto.