Il Papa alla Sapienza: "Riarmo non si chiami difesa". A studenti: "Siate artigiani pace"

Cronaca
©Ansa

L'appuntamento segue le tensioni registrate nel 2008, anno in cui Benedetto XVI decise di annullare la propria visita al medesimo ateneo. Quell'annullamento fu causato dalle proteste di numerosi studenti e di 67 scienziati dell'università, i quali consideravano la figura del Pontefice non accademica e in contrasto con i valori della ricerca scientifica

 

ascolta articolo

Papa Leone XIV ha cominciato la visita pastorale alla Sapienza - Università di Roma. Al suo arrivo, è stato accolto davanti alla Cappella Universitaria "Divina Sapienza" dalla Rettrice, Antonella Polimeni, e successivamente, all'ingresso della chiesa, dal cappellano, don Gabriele Vecchione. "Viva il Papa!" è stata l'ovazione che lo ha accolto appena entrato nella luogo di culto, con un grande e fragoroso applauso ha accompagnato l'ingresso del Pontefice, accompagnato anche dal vicario di Roma, il cardinale Baldo Reina. Dopo un breve momento di preghiera silenziosa e il saluto a un gruppo di studenti di cui ha ascoltto  e testimonianze, Leone si è trasferito in otauto al Piazzale centrale, dove ha salutato altri alunni dalla scalinata monumentale. La visita arriva dopo le tensioni del 2008 che portarono Benedetto XVI ad annullare l'evento a causa delle proteste di 67 scienziati dell’ateneo e di numerosi studenti che ritenevano la figura del Pontefice non accademica e “incongrua” rispetto ai valori della ricerca scientifica. 

Il Papa agli studenti: "Chi cerca la verità cerca Dio"

"Chi ricerca, chi studia, chi cerca la verità, alla fine cerca Dio, incontrerà Dio, troverà Dio precisamente nella bellezza della creazione in tante forme e che Dio ha voluto mettere la sua impronta in tutto quello che siamo noi, soprattutto come figli di Dio, creature fatte nella sua immagine ma anche nella sua creazione", ha detto a braccio rivolgendosi agli studenti. "È un bel momento oggi condividere un po’ con la comunità universitaria, questo centro di studio che credo sia il più grande in tutta Europa, e allora veramente una benedizione in dono di Dio trovarci qui e vivere un po’ questo momento sapendo che è Dio che ci ha chiamati, è Dio che ha dato questa meravigliosa creazione per tutti noi", ha sottolineato il Santo Padre. "Ho voluto cominciare questa visita stamattina qui nella Cappella, questa bella chiesa punto d'incontro con il Signore perché innanzitutto questa mia visita stamattina è una visita pastorale", ha continuanto il Papa, auspicato che la giornata sia "davvero per tutti voi un incontro con Dio e la bellezza della vita" e ha augurato buono studio. Dopo il bagno di folla, ha pronunciato alcune parole a braccio dalla scalinata del piazzale centrale: “Grazie per l’accoglienza. Sono molto  contento di essere qui con voi. Potrete seguire tutto l’incontro dagli schermi. Spero sia un momento di grazia e di gioia. Auguri a voi e ci vediamo dopo “.

 

"Per me grande gioia, Sapienza polo d'eccellenza"

Nel suo discorso nell’Aula Magna, il Pontefice ha detto: "Ho accolto con grande gioia l'invito a incontrare la comunità universitaria della Sapienza - Università di Roma", sottolineando che l’ateneo si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche per chi ha minori disponibilità economiche, persone con disabilità, detenuti e chi è fuggito da zone di guerra. Leone XIV ha espresso grande apprezzamento per la convenzione firmata tra la Diocesi di Roma e l’Ateneo per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza.

Leggi anche

Papa Leone XIV ricorda il cardinale svizzero Paul Emil Tscherrig

"Mondo travagliato ma il futuro è da scrivere"

Poi Leone ha proseguito: "Anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie sentite che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare". Il Pontefice ha poi aggiunto: "I viali della città universitaria che ho percorso per arrivare qui sono attraversati quotidianamente da tanti giovani, abitati da sentimenti contrastanti. Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza", ha affermato, specificando il valore degli studi, delle amicizie e dell’incontro con i maestri del pensiero."Quando il desiderio di verità si fa ricerca, la nostra audacia nello studio testimonia la speranza di un mondo nuovo".

"No all'esasperata competizione: non siamo un algoritmo"

Nel suo discorso, rivolgendosi sempre agli studenti, il Santo Padre ha detto: "Non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Per tutti ci sono stagioni difficili; qualcuno però può avere l’impressione che non finiscano mai". Leone ha spiegato: "Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. È la menzogna pervasiva di un sistema distorto, che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia", ha sottolineato il Pontefice. "Proprio questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo, né una materia casualmente assemblata di un cosmo muto. Noi siamo un desiderio, non un algoritmo!", ha rimarcato Leone XIV.

"Mondo storpiato da guerre, è inquinamento della ragione" 

Soffermandosi sui conflitti in corso, il Papa ha affermato: "A chi è più adulto il malessere giovanile domanda: 'Che mondo stiamo lasciando?'. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale". Il Pontefice ha sottolineato che "la semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria".  Poi ha ricordato "il dramma del Novecento" e l’importanza della memoria storica. "Il grido 'mai più la guerra!' dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali", ha ribadito il Pontefice.

"Non chiamare difesa il riarmo, vigilare su IA in ambito militare"

"Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami 'difesa' un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce elite cui nulla importa del bene comune", ha continuato Prevost, che poi si è soffermato sull'uso dell'intelligenza artificiale per costruire nuove armi: "Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non de-responsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti".

"In guerre disumana evoluzione con nuove tecnologie"

"Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento", ha continuato Papa Leone XIV, aggiungendo: "Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale 'sì' alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!". Poi, sempre parlando agli studenti, ha specificato: "Oggi, proprio l’implosione di un paradigma possessivo e consumistico libera il campo al nuovo che già germoglia: studiate, coltivate, custodite la giustizia! Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra".

"Insegnare è amare sempre e comunque la vita umana"

"Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani, senza puntare solo alle loro cognizioni", ha poi sottolineato Leone XIV nel suo discorso. "Insegnare diventa allora testimoniare valori con la vita: è cura per la realtà, è senso di accoglienza verso ciò che non si comprende ancora, è dire la verità. Che senso avrebbe formare un ricercatore o professionista che però non coltiva la propria coscienza, il senso della giustizia e del rispetto per ciò che non si può né si deve dominare? Il sapere non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è".

L'appello ai giovani: "Non cedete a rassegnazione e inquietudine"

Il Papa ha anche ricordato l’enciclica Laudato sì del suo predecessore, sottolineando "un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico"."Da allora è trascorso oltre un decennio e, al di là dei buoni propositi e di alcuni sforzi, la situazione non sembra essere migliorata", ha aggiunto. Poi ha aggiunto: "In questo scenario incoraggio soprattutto voi, cari giovani, a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia. Specialmente chi crede sa che la storia non piomba senza scampo nelle mani della morte, ma è sempre custodita, qualsiasi cosa accada, da un Dio che crea vita dal nulla". Non è mancato un altro appello agli studenti:"C’è bisogno di tutta la vostra intelligenza e audacia. Voi potete aiutare chi vi ha preceduto a ristabilire un autentico orizzonte di senso. Così poco considerati da una società con sempre meno figli, testimoniate che l’umanità è capace di futuro, quando lo costruisce con sapienza".

"Insieme per essere costruttori di pace nel mondo"

"Grazie, grazie a tutti. Quest’ultimo saluto dopo la visita stamattina vorrei farlo come un invito a tutti voi. Collaboriamo insieme siamo tutti costruttori di pace nel mondo. Lavoriamo, studiamo, facciamo tutto dai rapporti fra gli amici, le nostre parole, il nostro modo di pensare a costruire la pace nel mondo", ha infine salutato il Papa al termine della visita all’Ateneo, durata circa due ore." Abbiate sempre speranza nella possibilità di costruire un mondo nuovo. Grazie per essere qui e arrivederci", ha concluso il Pontefice.

Cronaca: i più letti