L’indagato ha dato mandato a una psicoterapeuta-criminologa di redigere “una consulenza personologica”: le operazioni sono iniziate ieri a Roma. Il legale Cataliotti ha spiegato che il lavoro in corso “sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis”
Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è arrivato ieri, 11 maggio, a Roma per sottoporsi alla perizia psicologica voluta dal suo pool difensivo: a svelarlo è stato il Messaggero, secondo cui Sempio - a domanda su come stesse - avrebbe risposto “faccio fatica a lavorare quindi…”, mentre la legale Angela Taccia ne ha ribadito l’innocenza. L’indagato, nell’ambito delle attività difensive, ha dato mandato a una psicoterapeuta-criminologa di redigere “una consulenza personologica”: le operazioni sono iniziate ieri e secondo il quotidiano ci vorranno diversi giorni prima di poter avere un profilo.
Legale Sempio: “Lavoriamo su cinque consulenze”
"Si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità. Sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis", il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolto l'accusa. L'avvocato Liborio Cataliotti spiega così i motivi per cui Sempio si trova da ieri a Roma. ”Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, e lo abbiamo distribuito tra i nostri vari consulenti", ha aggiunto precisando che questi ultimi sono al lavoro su cinque consulenze.
Le cinque consulenze della difesa di Sempio
"Tra ieri e oggi è stato recuperato tutto il materiale probatorio sia quello informatico sia quello documentale”, ha detto ancora l'avvocato Liborio Cataliotti che assiste l'indagato con Angela Taccia, “e iniziato a distribuirlo tra i vari consulenti". E poi elenca gli studi che saranno depositati nei prossimi giorni, tutti su aspetti cruciali nella ricostruzione dell'ipotesi investigativa: "Una consulenza sarà medico-legale per determinare le cause e soprattutto il tempo del decesso della vittima. Un'altra sarà antropometrica onde verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Sempio. Un'altra ancora sarà volta a ripulire i poco comprensibili audio delle intercettazioni. Un'altra sarà in replica alla Bpa sulla ricostruzione della dinamica dell'omicidio. E infine ci sarà una consulenza dattiloscopica sull'impronta 33 (ritenuta dai pm del palmo di Sempio) e soprattutto sull'impronta 45 (sul muro di destra dove fu trovato il cadavere di Chiara Poggi)". Cataliotti ha indicato anche le tempistiche: "Il lavoro dei consulenti sarà di circa due settimane, abbiamo venti giorni dalla chiusura dell'indagine per presentare le consulenze. Da questo momento non rilasceremo altre dichiarazioni perché sarebbero fondate su una conoscenza molto frammentaria del fascicolo anche per quanto riguarda le indagini tradizionali che sono molto corpose".
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Per andare alla ricerca di "tracce del passato" di Andrea Sempio, che lui avrebbe cancellato, la Procura di Pavia, nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi chiusa di recente, ha attivato persino una "rogatoria" negli Usa nel giugno 2025 per "ottenere ulteriori informazioni presso Meta" e con l'intento di recuperare i contenuti del profilo Facebook che il commesso chiuse a fine febbraio 2017, dopo l'interrogatorio nella prima indagine che finì con una archiviazione. La rogatoria, però, spiegano i pm negli atti, "non ha consentito di riempire il vuoto informativo pregresso". Gli inquirenti danno conto della "singolare circostanza" che Sempio, perquisito nel maggio 2025, non aveva "computer fissi o portatili". Per l'accusa, avrebbe distrutto "materiale documentale" e si sarebbe disfatto di "dispositivi informatici" e memorie dopo la "emersione della prima indagine". Poi, parlano anche della "cancellazione" di altre "tracce", ossia della "chiusura del profilo Facebook dal quale l'agenzia investigativa Skp", che lavorava per la difesa di Alberto Stasi, aveva "tratto le pubblicazioni di Sempio in corrispondenza dei principali snodi del processo" a carico dell'ex bocconiano. Sempio, dopo l'interrogatorio del 27 febbraio 2017 in cui i pm gli avevano contestato anche alcuni post su Fb, "attivava un nuovo profilo tutt'ora in uso, non rendendo più accessibile il precedente". Tuttavia, la rogatoria negli Stati Uniti non ha avuto successo. Ad ogni modo, come già emerso, attraverso le analisi delle ricerche web sui telefoni e di agende, quaderni e appunti, gli investigatori hanno tracciato il profilo di Sempio, come di una persona ossessionata dalla violenza e dal sesso "non consenziente". E che non menziona mai "l'omicidio" di Chiara Poggi e "raramente" anche la prima indagine.
Pm: “Sempio non passò per caso davanti a villetta dopo omicidio”
Per la Procura di Pavia, Andrea Sempio non sarebbe passato per caso, dopo aver "notato la presenza di un'ambulanza e di diverse persone", come mise a verbale, in via Pascoli a Garlasco, davanti alla villetta dei Poggi, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, dopo che in mattinata Chiara era stata uccisa, per l'accusa, dall’allora 19enne. Di quel suo passaggio davanti all'abitazione nei mesi scorsi erano riemerse anche alcune foto. Negli atti gli inquirenti, riportando pure delle piantine della zona, scrivono che "non si capisce per quale motivo" Sempio in auto col padre, dopo le ore 15 di quel giorno, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare, "avrebbe dovuto transitare all'altezza di via Pascoli", dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava "esattamente nella direzione opposta". In un verbale del 2008 il giovane aveva dichiarato che "nel transitare per via Pavia giunti all'altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un'ambulanza e delle persone". Sempre per i pm, però, non è "verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall'indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie". La versione di Sempio, anche su questo punto, dunque, per l'accusa è "palesemente inverosimile".
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Pm: “In audio Sempio sembra svelare l'orario dell'omicidio”
Intanto, secondo la procura di Pavia, dai soliloqui in auto di Andrea Sempio sembrerebbe venire a galla anche l'orario in cui l'allora 19enne sarebbe entrato nella villetta per uccidere Chiara Poggi in modo crudele e con odio perché, per l'accusa, aveva detto no ad un suo approccio. Dagli atti depositati con la chiusura della nuova inchiesta, infatti, c'è un audio dell'8 febbraio 2017, captato da una microspia tra quelli della prima indagine e riascoltati, in cui il commesso diceva: “È successo qualcosa quel giorno ... inc (cioè ‘incomprensibile’, ndr) ... era sempre lì a casa ... inc ... io non so se lei ha detto che lavorava ... inc ... però cazzo, oh ... inc ... alle nove e mezza (9.30) a casa... inc". In questa intercettazione, scrivono l'aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, "considerato anche quanto emerso" da quella ormai nota del 14 aprile 2025 in cui Sempio parlava, per l'accusa, delle chiamate a casa di Chiara, del video intimo e del rifiuto da parte della studentessa, "l'indagato sembra riferirsi all'orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell'omicidio".
La ricostruzione della procura
In base alla ricostruzione di quanto avvenuto, basata anche sulla nuova consulenza medico legale di Cristina Cattaneo, gli inquirenti sostengono che - dato per certo che Chiara disattivò l'allarme della villetta alle 9.12 "per semplice somma di orari, essendo trascorsa al minimo mezzora fra l'inizio della digestione" della colazione "e la morte - alle 9.45 Chiara Poggi era viva". E appare "del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer", ossia Stasi, "a 1,7 chilometri di distanza dalla vittima". Il 42enne, ora totalmente scagionato dai pm, aveva "un alibi". Non così Sempio che, stando a quella registrazione ambientale, sarebbe entrato nell'abitazione verso le 9.30 e alle 9.58 avrebbe telefonato, in base ai tabulati, all'amico Mattia Capra. Sempre secondo la consulenza, la fase della colluttazione e dell'aggressione sarebbe durata circa 15-20 minuti. Per i pm, poi, la serata precedente all'omicidio "è del tutto incompatibile con qualsivoglia evento drammatico" tra Chiara e Alberto, "scoperta scandalosa, litigio passionale". Come "confermato" da una relazione informatica, Chiara, mentre Stasi era andato a casa per sistemare il suo cane, "ha semplicemente aperto la cartella 'immagini'", scaricando foto del loro soggiorno a Londra, e "ha anche contribuito a scrivere parti della tesi" del bocconiano.