Per gli inquirenti, l'amico del fratello della giovane l'avrebbe uccisa "per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Nelle scorse ore è stato notificato all'indagato un invito a comparire: il capo di imputazione è stato modificato da omicidio in concorso a omicidio volontario
Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi "per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". È questa la ricostruzione della procura di Pavia e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano che nelle scorse ore hanno notificato a Sempio un invito a comparire, modificando il capo di imputazione da omicidio in concorso a omicidio volontario. Sempio è quindi l'unico indagato del delitto al posto del condannato in via definitiva Alberto Stasi, per l'omicidio del 13 agosto del 2007. Tra le aggravanti contestate anche quella della crudeltà per "l'efferatezza dell'azione", il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, "di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto".
La ricostruzione della Procura:una lite e poi 12 colpi alla testa
Per gli inquirenti tra Chiara Poggi e Andrea Sempio vi sarebbe stata una lite, poi i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa e anche sulle scale, con un'arma che resta sconosciuta. Nell'atto, la Procura spiega che Sempio, "dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra". Quindi, "la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina" e, dopo che la ventiseienne "provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi" sempre alla testa "facendole perdere i sensi". A seguito di ciò, "spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi" ancora alla nuca, "cagionando" a Chiara Poggi "lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso". Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla crudeltà "in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto".