Trento, RailEvo svela prototipo del primo taxi ferroviario autonomo al mondo

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La novità mira a rivoluzionare il trasporto pubblico locale, con un sistema di vetture elettriche piccole, leggere e a guida autonoma, che offriranno un servizio on demand 24 ore su 24 in un sistema a doppio senso di marcia, sviluppato nello spazio delle linee ferroviarie a binario singolo

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Trasformare i binari singoli della linea ferroviaria italiana ed europea in autostrade su rotaia per un nuovo, più efficiente, paradigma di mobilità locale. È questo l’obiettivo di RailEvo, startup nata nel 2023 e insediata nel Polo Meccatronica, l’hub tecnologico di Trentino Sviluppo a Rovereto. L’azienda ha presentato a Trento il prototipo di quello che definisce il primo taxi ferroviario al mondo: un mezzo elettrico compatto e a guida autonoma, prenotabile da smartphone, in grado di trasportare fino a sei passeggeri, che viaggerà a 100 km l’ora per trasportarli a destinazione senza gli intoppi e i ritardi tipici del trasporto ferroviario locale. 

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Come funziona il prototipo

 

Alla base del progetto, denominato REVO#1, c’è un assale brevettato che consentirà al taxi di salire su un binario sopraelevato e fermarsi così, quando richiesto dall’utente, nelle stazioni intermedie costruite a un livello superiore, senza che ciò influisca sul traffico di veicoli che seguono, e in grado perciò di proseguire la loro corsa al livello inferiore verso le destinazioni successive senza mai fermarsi. Il design del veicolo, ideato dal fondatore della startup Federico Bernabei, è affusolato e stretto, studiato per massimizzare l’efficienza energetica e consentire la circolazione simultanea di due mezzi in direzioni opposte, occupando la stessa larghezza prima destinata a un tradizionale vagone ferroviario su linea a binario singolo. 
Il taxi è pensato per consentire anche il trasporto di una carrozzina per disabili o una bicicletta, e qualora richiesto, la movimentazione di merci. “L’efficienza aerodinamica si aggiunge a quella del contatto tra le ruote di ferro e il binario, tipica del trasporto ferroviario, che è dieci volte più efficiente di quello della gomma sull’asfalto. Il nostro prototipo REVO#1 da 1400 kg lo spingi letteralmente con un dito”, ha riferito Bernabei. “Tutto ciò permette di ridurre il consumo di energia a soli 3 kilowattora per 100 km di percorrenza, fortemente competitivo dunque rispetto ai 14 kilowattora minimo richiesti da un veicolo elettrico che copre la medesima distanza su strada”. 

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Ricarica autonoma

 

Ogni taxi è dotato di un set di mecanum wheels, ruote già impiegate in ambito industriale, che permettono movimenti a 360 gradi. Serviranno per consentire al veicolo di uscire dal binario una volta arrivato a destinazione e per andare a posizionarsi nel parcheggio dove attenderà la successiva chiamata, mentre effettua la ricarica della batteria elettrica, già in parte ripristinata durante il tragitto grazie a un sistema di frenata rigenerativa. “I passeggeri non dovranno più attendere il treno sul binario a un orario predefinito, ma, tramite app, potranno prenotare il proprio viaggio in taxi nel momento a loro più congeniale, contando su un servizio sempre disponibile 24 ore su 24: si potrà pagare una tariffa più alta per avere un veicolo solo per sé che arrivi a destinazione il più presto possibile, oppure sceglierne una più bassa quando si condivide il mezzo con altri passeggeri che si fermeranno in alcune fermate intermedie”, ha spiegato il co-fondatore e amministratore delegato Nicola Mosca. L’idea di trasformare le ferrovie in autostrade ferrate per piccoli veicoli innovativi, come spiegato dall’azienda, deriva dalla constatazione che in Italia ed in Europa molte linee ferroviarie sono ancora a binario singolo con problemi di carattere operativo tali da rendere il trasporto spesso insoddisfacente per la clientela. “A livello europeo ci sono circa 900 linee a binario singolo, di cui circa un quarto di queste trasportano almeno 5 mila passeggeri al giorno”, ha riferito Nicola Mosca. In Italia, viene evidenziato, nella rete ferroviaria circa il 60% delle linee è a binario unico ed ammontano a 1289 km le linee dismesse. A rendere vantaggiosa la rivoluzione proposta da RailEvo sono anche gli elevati standard di sicurezza: “Il sistema di taxi ferroviario offre la possibilità di arrivare a destinazione più velocemente e con un servizio on demand, e abbassa enormemente il rischio di incidenti, grazie al fatto di avere una linea dedicata per direzione e una procedura di immissione sulla linea, in fase di sviluppo insieme a Fondazione Bruno Kessler, che consentirà una gestione autonoma del traffico cooperativo dove tutti i veicoli saranno in contatto costante tra loro e con le stazioni: questo collegamento in rete di tutto il sistema permette di comunicare in tempo reale la presenza di eventuali ostacoli e pericoli sulla linea, consentendo a tutti i veicoli di reagire in tempo”. 

 

Partnership industriali e sostegno locale

 

Anche dal punto di vista economico la soluzione, pur richiedendo investimenti infrastrutturali, risulta competitiva. “La modularità della soluzione e del sistema di gestione del traffico RailEvo è tale da consentire una modularità nell’investimento stesso, anche sotto il profilo CAPEX: ogni posto a sedere RailEvo costa, in termini di investimenti, il 30% in meno di un posto a sedere di un treno regionale, ma nel caso delle linee a binario singolo per avere un livello di servizio accettabile servono diversi treni (per le due direzioni) e questo porta la convenienza ad essere superiore almeno del 50%”, ha sottolineato Mosca. La startup ha deciso di concentrare il proprio core business esclusivamente nella produzione dell’assale configurabile “aprendo” il proprio sistema ad altri partner industriali per le restanti parti della soluzione: infrastruttura ferroviaria, telaio, carrozzeria, stazioni, meccatronica, eccetera. Ciò permetterà di accelerare sia le fasi di Ricerca e Sviluppo che le successive fasi di ingegnerizzazione, e consentirà una maggiore redditività degli investimenti, dato che ogni attore può concentrarsi sul proprio core-business. Per lo sviluppo del prototipo RailEvo ha ricevuto un contributo da Trentino Sviluppo. Tra i partner figura anche Valente S.p.A., società attiva nella movimentazione su rotaia e nella lavorazione di rotaie, entrata nel capitale della startup. Collaborazione avviata anche con Trentino Trasporti, attraverso un protocollo d’intesa sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento, con l’obiettivo di valutare nuovi modelli di mobilità sostenibile.

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