Famiglia nel bosco, perizia: “Sussiste incapacità genitoriale”

Cronaca

In attesa della decisione della Corte d’appello, che entro il 15 maggio dovrà esprimersi sulla richiesta di ricongiungimento, Nathan e Catherine resteranno a vivere nel casolare: la coppia ha deciso che andrà a vivere nella casa messa a disposizione dal comune di Palmoli solo quando i bambini torneranno da loro. Intanto, i consulenti della famiglia anglo-australiana preparano la risposta alla perizia stilata dall’esperta nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila

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Parla di “incapacità genitoriale” la nuova perizia che considera Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, non in grado di prendersi cura dei loro tre figli. La relazione è stata messa nero su bianco dalla psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila. I bambini dal 20 novembre scorso sono collocati in una struttura protetta a Vasto dove per un primo periodo è stata ospitata anche la mamma, poi allontanata e ricongiunta al marito. 

Attesa sentenza della Corte d’appello

La nuova perizia non è favorevole alla causa dei genitori che vorrebbero riavere i propri figli: i consulenti della famiglia anglo-australiana, però, alla luce della relazione della psichiatra possono ora controbattere in attesa della decisione della Corte d'appello civile dell'Aquila che dovrà esprimersi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento. Contrario alla restituzione dei bambini ai genitori è il Tribunale per i minorenni dell’Aquila che il 6 marzo ha disposto l'allontanamento della madre dalla struttura dove si trovano, ormai da cinque mesi, i tre bambini. Nel ricorso di 37 pagine, depositato il 18 marzo scorso dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, si evidenzia l'"unilateralità" dell'ordinanza del Tribunale che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che aveva invitato a "favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari".

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Casa a Palmoli ancora vuota

Al momento, alcune delle condizioni che avevano portato all’allontanamento dei bimbi da un ambiente domestico ritenuto insalubre sono state risolte. In primis l’abitazione: il comune di Palmoli ha infatti messo a disposizione della famiglia una casa, dove Nathan, Catherine e i tre figli potranno stare a titolo gratuito per due anni. I genitori, però, hanno deciso che andranno a vivere nell’abitazione solo quando i figli torneranno da loro. Fino ad allora continueranno a vivere nel bosco. 

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