Morte per la ricina, oggi accertamenti sul telefono di Alice Di Vita. Proseguono indagini
CronacaSi continua a lavorare per cercare di far luce sul giallo di Pietracatella. Oggi alla presenza delle parti, si procederà con l’estrazione della copia forense dei dati presenti sul telefono della figlia e della sorella delle due vittime. Gli investigatori analizzeranno le chat emerse durante le ore che hanno preceduto il loro decesso, per riscontrare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo
Nella giornata di oggi, martedì 28 aprile, presso gli uffici della Polizia giudiziaria a Campobasso, sarà effettuato l’accertamento tecnico irripetibile sul cellulare di Alice Di Vita, 18 anni, sorella di Sara e figlia di Antonella, le due vittime dell’avvelenamento di Pietracatella. Come richiesto dalla Procura, alla presenza delle parti, si procederà con l’estrazione della copia forense dei dati presenti sul telefono della ragazza. Gli investigatori analizzeranno le chat che la 18enne ha prodotto nei contatti con la madre, la sorella e il padre durante gli accessi delle due donne al pronto soccorso dell’ospedale "Cardarelli" durante le ore che hanno preceduto il loro decesso, per riscontrare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo.
Attività fondamentali
L’inchiesta entrerà, di fatto, in una fase che si aspetta essere decisiva. Si tratta di attività fondamentali perché non replicabili, destinate dunque ad avere un peso determinante nella ricostruzione dei fatti e nelle eventuali valutazioni degli inquirenti. Mercoledì, a Bari, al centro delle operazioni ci saranno i reperti biologici di Antonella e Sara, già acquisiti. Particolare attenzione sarà riservata ai vetrini dell’esame autoptico, nello specifico alle analisi istologiche, che verranno nuovamente esaminati, alla presenza delle parti, per chiarire alcuni passaggi ancora poco chiari.
Le indagini
"Speriamo a breve di stringere il cerchio". Questa una frase pronunciata nelle scorse ore da uno degli investigatori molisani, da tempo ormai al lavoro sul giallo di Pietracatella, dopo la morte di madre e figlia avvelenate dalla ricina subito dopo Natale. Sono stati sentiti ancora alcuni parenti stretti della famiglia Di Vita e poi amici della stessa Alice. Nei prossimi giorni saranno risentiti in questura, sempre come persone informate dei fatti, la stessa 18enne, suo padre Gianni e la cugina di quest'ultimo, Laura. Sempre nei prossimi giorni dovrebbe avvenire il sopralluogo nella casa sotto sequestro a Pietracatella. Non è escluso che, dopo la relazione arrivata da Pavia, che ha confermato l'avvelenamento, e con gli atti ufficiali che saranno depositati a breve, potrebbero essere anche iscritti degli altri nomi nel registro degli indagati.
La richiesta di proroga
Intanto la dottoressa Pia Benedetta De Luca, il medico legale che ha effettuato le autopsie su Sara Di Vita e sulla madre, Antonella Di Ielsi, ha chiesto un mese di proroga per poter ultimare il suo lavoro inerente il caso di Pietracatella. Lo ha confermato all'agenzia Ansa la stessa professionista. I risultati degli esami autoptici, effettuati il 31 dicembre scorso all'ospedale Cardarelli di Campobasso, non arriveranno dunque a fine mese, ma bisognerà attendere altri 30 giorni. La proroga è dovuta "alla complessità del caso" e anche al fatto che la relazione da Pavia, che ha confermato l'intossicazione da ricina, è arrivata solo da pochi giorni.