Papa Leone XIV alla primate anglicana Mullally: “Scandalo se non superassimo divergenze”
CronacaIl Pontefice ha ricevuto in Vaticano Sarah Mullally, arcivescova di Canterbury e prima donna a ricoprire il ruolo di 106esimo primate della Chiesa anglicana. Al centro dell’incontro il dialogo, la collaborazione e l’impegno comune di fronte alle crisi del mondo contemporaneo
Papa Leone ha ricevuto in Vaticano Sarah Mullally, arcivescova di Canterbury e prima donna a ricoprire il ruolo di 106esimo primate della Chiesa anglicana, massima autorità spirituale della Comunione anglicana. Nel suo intervento, il Pontefice ha ripreso le parole del suo predecessore Francesco: “Sarebbe uno scandalo se, a causa delle nostre divisioni, non soddisfacessimo la nostra vocazione comune di far conoscere Cristo”. Il Papa ha quindi aggiunto: “Da parte mia, aggiungo che sarebbe anche uno scandalo se non continuassimo a lavorare per superare le nostre differenze, per quanto possano sembrare irrisolvibili".
Primate anglicana: “Violenza disumana, uniti per ponti non muri”
Nel suo primo incontro in Vaticano con Papa Leone, Sarah Mullally ha sottolineato la necessità di una collaborazione concreta. "Nel mondo di oggi, siamo chiamati a vivere e predicare il Vangelo con rinnovata chiarezza. Di fronte a una violenza disumana, a profonde divisioni e a rapidi cambiamenti sociali", "dobbiamo lavorare insieme per il bene comune, costruendo sempre ponti, mai muri" e avendo a mente che "i più poveri tra noi sono i più vicini al cuore di Dio”. "Lei ha parlato con forza delle molte ingiustizie del mondo di oggi, ma ha parlato con ancora maggiore forza di speranza”, ha dichiarato l’arcivescova di Canterbury.
“Da me ogni sforzo nel cammino verso l'unità”
Dopo l’incontro privato, la presentazione delle delegazioni e lo scambio di doni, Mullally ha pregato con il Papa nella Cappella di Urbano VIII. "Nel nostro cammino ecumenico, credo che lo Spirito Santo ci inviti a una pratica più profonda dell'ospitalità, non semplicemente come forma di benvenuto, ma come forma di ministero: la disponibilità a fare spazio gli uni agli altri, in quanto creati a immagine di Dio e chiamati a crescere sempre più a sua somiglianza”, ha detto Mullally nel discorso che ha rivolto direttamente a papa Leone. “Già ora riceviamo gli uni dagli altri doni che non possiamo generare da soli: profondità nella preghiera, coraggio nella testimonianza, perseveranza nella sofferenza e fedeltà nel servizio. In questi, la nostra comune testimonianza si rafforza”, ha aggiunto, per poi sottolineare: "Sono grata di poterci unire in preghiera questa mattina”. “Negli anni a venire, rimarrò unita a voi nella preghiera: preghiera per la pace nel nostro mondo; preghiera per la giustizia e preghiera affinché ogni persona possa scoprire la pienezza della vita che Dio offre", ha assicurato la "sorella in Cristo", Mullally. "In tutto questo, siamo sostenuti dalla speranza fondata su Cristo stesso, che ci chiama ad andare avanti, anche quando la via non è ancora del tutto chiara. Possiamo continuare a camminare insieme in questa speranza, confidando che colui che ha iniziato quest'opera buona tra noi la porterà a compimento”. “Sono anche consapevole di quanto" il Re Carlo "abbia apprezzato la sua recente visita, in particolare la preghiera condivisa e lo spirito di fraternità che l'hanno caratterizzata”. “Le assicuro una calorosa accoglienza da parte della Chiesa d'Inghilterra qualora onorasse il Regno Unito con una visita. Con gratitudine per il suo ministero come Vescovo di Roma e per la generosa accoglienza odierna, Le assicuro le mie preghiere mentre camminiamo insieme verso quell'unità che è la volontà del nostro Signore”, ha concluso.