Lo speciale sull'incendio di Crans Montana
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Crans-Montana, Svizzera chiede rimborso spese mediche all'Italia. Meloni: "Ignobile"

Cronaca
©Ansa

Emerge dall'incontro tra l'ambasciatore italiano a Berna e il presidente del canton Vallese. Il ministro degli Esteri Tajani ribadisce che non c'è alcuna responsabilità italiana

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La mutua svizzera chiederà all'Italia il rimborso di 100 mila franchi (108 mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall'ospedale di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. È quanto emerso dall'incontro di questo pomeriggio tra l'ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del canton Vallese Mathias Reynard che ha riferito di non avere margini, dal punto di vista normativo, per farsi carico delle spese in questione. "Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all'Italia il pagamento delle esose spese mediche che l'ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell'incendio di Crans-Montana. Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata". Lo scrive sui suoi social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Cosa è successo

Reynard, come spiega il Corriere del Ticino, avrebbe spiegato che la gestione seguirà la procedura prevista dal sistema svizzero attraverso l’istituzione comune LAMal: sarà infatti la LAMal a stabilire "quale assicurazione si fa carico di quale prestazione", con il coinvolgimento delle controparti assicurative italiane. La Svizzera non procederà quindi a un rimborso diretto delle fatture, mentre eventuali residui potranno essere coperti solo in via residuale a livello cantonale. "Salvo quelle residuali, non ci sono possibilità di intervento diretto", avrebbe precisato Reynard, che ha comunque indicato la necessità di un coordinamento con Berna per una possibile soluzione bilaterale, nel rispetto del principio di reciprocità con il Cantone del Valais. "L'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all'Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato", ha ribadito l'ambasciatore Cornado. "Mi pare che sia ovvio che non paghiamo", ha affermato anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, "la responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana".

La rabbia delle famiglie

Sconcerto, rabbia e incredulità nelle reazioni di alcuni legali di parte civile per i feriti nell'incendio al 'Le Constellation' alla notizia che la Svizzera chiederà i soldi per le spese sanitarie all'Italia. "Oltre a essere una decisione deprecabile dal punto

di vista morale, pare estremamente miope anche sotto il profilo strategico", ha detto all'AGI l'avvocato Domenico Radice, "gravare l'Italia di costi sanitari permetterà al nostro Governo di sostenere la legittimazione alla costituzione di parte civile nel processo elvetico per richiedere il risarcimento dei costi sostenuti". 

Elsa esce dopo 58 giorni dalla terapia intensiva

Intanto proprio oggi Elsa, la quindicenne di Biella rimasta ferita nel rogo di Capodanno del bar Le Constellation a Crans Montana, è stata dimessa dal Cto di Torino. Dopo 58 giorni trascorsi in terapia intensiva nel Centro grandi ustionati, la giovane verrà ora trasferita al vicino ospedale infantile del capoluogo piemontese Regina Margherita per alcune settimane, prima di fare ritorno a casa. Come hanno precisato i medici, il trasferimento avverrà per un percorso di demedicalizzazione. Ad annunciarlo sono stati i genitori della quindicenne e i medici del Cto, durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Elsa era arrivata in elicottero da Zurigo il 26 febbraio scorso. "Da quando è arrivata abbiamo dovuto affrontare delle complicanze veramente drammatiche e ne siamo usciti grazie al lavoro di tutti", ha spiegato il direttore del Centro grandi ustionati, Massimo Navissano. La decisione di trasferire la 15enne in una struttura pediatrica temporanea prima del rientro a casa è stata presa "per un passaggio intermedio, perché sia più dolce e meno drammatico il passare da una terapia intensiva e sub intensiva a casa". Navissano si è poi detto "contento" di poter dire che "la fase acuta, la fase a rischio della vita, è superata e adesso inizia la fase degli esiti".

Centro grandi ustionati: "I tanti specialisti sono la forza di questo centro"

Il direttore del Centro grandi ustionati ha poi sottolineato che "continueremo a seguirla e tornerà da noi anche in futuro per essere seguita per le cicatrici, per il trattamento, per tutto quello che comincia per un paziente ustionato quando si è chiusa la prima fase". Poi ha concluso: "Questa è la forza di un centro come il nostro, dove oltre agli anestesisti, ai chirurghi plastici abbiamo coinvolto chirurghi generali, psicologi, psichiatri, gastroenterologi, dietiste, fisiatri e fisioterapisti, nefrologi, logopediste, una quantità di specialisti enorme che hanno vissuto e sono passati dentro il centro a seguire Elsa e gli altri pazienti". 

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