Russia alla Biennale di Venezia, Kaja Kallas: "Scelta sbagliata, Ue taglierà fondi"

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Mentre Mosca "bombarda musei, distrugge chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe esserle permesso di esporre le proprie opere: il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia è moralmente sbagliato e l'Ue intende tagliare i suoi finanziamenti", ha detto l'alta rappresentante dell'Unione Europea

 

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La partecipazione della Russia alla prossima Biennale d'Arte di Venezia, al via dal prossimo 9 maggio, non smette di creare dibattito. L'ultima a condannare la scelta della Fondazione di aprire le porte a Mosca è l'alta rappresentante Ue, Kaja Kallas. "Mentre la Russia bombarda musei, distrugge chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe esserle permesso di esporre le proprie opere: il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia è moralmente sbagliato e l'Ue intende tagliare i suoi finanziamenti", ha detto. La posizione ufficiale del governo italiano è contraria alla partecipazione di Mosca, ma la Fondazione è autonoma in quanto ente a sé. 

Il taglio dei fondi alla Biennale di Venezia

La questione del taglio dei fondi non è nuova. Sono settimane che se ne parla e lo scorso 14 aprile il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier aveva fatto sapere che l'Agenzia esecutiva per l'istruzione e la cultura (Eacea) aveva già inviato "una lettera per informare la Fondazione La Biennale di Venezia della nostra intenzione di sospendere o revocare una sovvenzione in corso pari a due milioni di euro". La Commissione aveva inviato una lettera anche al governo italiano, nel mese di marzo. "Gli eventi culturali finanziati con il denaro dei contribuenti europei dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non vengono rispettati nella Russia odierna", aveva detto Regnier.

Il padiglione della Russia

La presenza della Russia, proprietaria del Padiglione che la rappresenta, violerebbe i principi e le regole previste dalle sanzioni che l'Europa ha comminato alla Russia come conseguenza della guerra lanciata contro l'Ucraina. Regole che vietano di dare spazio a ogni manifestazione o atto che possa configurarsi come propaganda a sostegno del regime. Gli artisti che si esibiranno nello spazio espositivo ai Giardini, progettato nel 1914 dall'architetto Alexey Shchusev, saranno portati dalla società di cui è comproprietaria, insieme alla commissaria Anastasia Karneeva, proprio la figlia del potente ministro Sergey Lavrov, Ekaterina. Su tutto vigila il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha sempre difeso il diritto degli artisti ad esprimersi, sostenendo che nessuna norma sia mai stata violata e di aver organizzato spazi per dare voce anche agli artisti dissidenti russi.

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Lettonia ai ministri Ue: "Escludere Mosca dalla Biennale"

Una ventina di Stati europei a marzo avevano chiesto all’organizzazione della Biennale di non procedere con l’apertura del padiglione russo. Tra questi anche la Lettonia, che oggi, 21 aprile, ha chiesto nuovamente in una lettera ai ministri Ue degli Esteri di escludere la Russia. Consentire la partecipazione russa alla Biennale, si legge nella nota, rischierebbe di "normalizzare" l'aggressione a Kiev e di indebolire la pressione su Mosca. Riga richiama anche la necessità di un approccio Ue per limitare l'influenza del Cremlino negli eventi culturali. 

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