Bimbo morto in piscina a Latina, il legale della famiglia: "Bocchettone era senza griglia"

Cronaca
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Dopo le prime verifiche effettuate sul luogo, si cerca di appurare le responsabilità. Aperto un fasciscolo per omicidio colposo a carico di ignoti

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Sarebbe stata l'assenza di dispositivi di sicurezza nel bocchettone di aspirazione della piscina a causare la morte del bambino di 7 anni deceduto venerdì 17 aprile a Suio Terme, in provincia di Latina. Ad affermarlo, dopo l'esito delle prime verifiche, è stato Francesco Lauri, l'avvocato e portavoce della famiglia del bambino originario di Roma.

Fascicolo contro ignoti

Il legale ha riferito in una dichiarazione che la Procura di Cassino ha sequestrato la piscina e sono state eseguite le prime indagini per accertare come mai non fosse presente la griglia di protezione sul bocchettone. Il legale ha aggiunto che mercoledì 22 aprile sarà incaricato un consulente per l'esame autoptico e che la scelta dello studio legale ricadrà su Nicandro Buccieri. Lo stesso avvocato ha detto di essere in attesa di conoscere i nomi chi sarà iscritto nel registro degli indagati visto che il fascicolo per omicidio colposo è al momento contro ignoti. "Una cosa è certa - ha dichiarato l'avvocato Francesco Lauri - la griglia di protezione non era presente. Il bocchettone di aspirazione era completamente libero mentre la griglia di protezione è stata trovata ben lontana come se chi avesse l'obbligo di mettere in sicurezza l'impianto si fosse dimenticato di ricollocarla".

Il dolore della famiglia

“La famiglia ora è chiusa in un dolore immenso per la perdita tragica di un figlio, quello che chiede è che venga fatta giustizia", ha detto l'avvocato Lauri all'Adnkronos ricordando che "solo due settimane fa a Rimini si è verificata una storia analoga, vittima sempre un bambino, e nessuno ha sentito il dovere di controllare se nella propria struttura fosse tutto a norma?”. La famiglia romana si trovava nella struttura per festeggiare il compleanno del bambino. "Non si può permettere l’ingresso in piscina senza aver verificato tutto alla perfezione, a maggior ragione alla luce di una tragedia identica che si è verificata pochi giorni fa - ha ribadito il legale -. In ogni caso sta emergendo che si tratta di un sistema fallace che va rivisto”.

"Ricostruire la catena di responsabilità"

Per il bambino non c'è stato niente da fare “nonostante l’intervento immediato del padre e di altre persone presenti - racconta ancora l’avvocato -. Ora bisognerà ricostruire tutta la catena di responsabilità, occorrerà capire chi era preposto alla manutenzione, chi ai controlli, come questa società gestiva una struttura aperta al pubblico. Mi auguro che venga fatta istruttoria interna seria che sia di ausilio a quella della procura. Una società seria davanti a una tragedia di questa portata deve farlo”.

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