Mobilitazione nazionale per l’intera giornata di venerdì per tutti i lavoratori del settore sanitario privato: i sindacati denunciano il blocco dei rinnovi contrattuali e il mancato adeguamento dei salari, fermi da anni nonostante l'aumento dei costi della vita. Prevista una manifestazione a Roma, dalle ore 9 alle ore 13 in piazza Santi Apostoli
Il 17 aprile si prospetta una giornata di disagi per visite ed esami in tutta Italia: prevista infatti una mobilitazione nazionale di tutta la sanità privata, con i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che denunciano il blocco dei rinnovi contrattuali e il mancato adeguamento dei salari, fermi da anni nonostante l'aumento dei costi della vita. Interessati quasi 300 mila lavoratori a livello nazionale, in particolare categorie come medici, infermieri, operatori sociosanitari (OSS), personale tecnico e amministrativo e personale delle RSA e dei Centri di Riabilitazione. Prevista anche una manifestazione a Roma, dalle 9 alle 13 in piazza Santi Apostoli.
La denuncia dei sindacati
Nelle ultime settimane, secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, si starebbe assistendo a una forte offensiva comunicativa da parte di alcune sigle datoriali del comparto sanitario privato, in particolare AIOP, impegnate a rappresentare il settore come penalizzato nel rapporto con la sanità pubblica. Una narrazione che, per i sindacati, non corrisponde alla realtà dei fatti. In una nota congiunta, i segretari generali Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi sostengono infatti che il quadro reale sia ben diverso: pur riconoscendo la necessità di aggiornare i finanziamenti, denunciano l’esistenza di un sistema protetto, nel quale il rischio imprenditoriale sarebbe ridottissimo, mentre gli utili continuano a crescere e le retribuzioni dei dipendenti restano ferme da oltre dieci anni. Secondo le organizzazioni sindacali, a smentire l’immagine di una sanità privata in difficoltà sarebbero anche i dati economici più recenti. Nel 2023, il giro d’affari netto aggregato dei principali gruppi del comparto avrebbe raggiunto i 12,02 miliardi di euro, registrando un incremento del 15,5% rispetto al 2019. Numeri che, per i sindacati, non possono essere associati a un settore in crisi, ma piuttosto a un’industria solida, in grado di generare margini operativi lordi superiori a 1,1 miliardi di euro, con una crescita del 28,7% in appena un anno. In aumento è anche l'utile netto raddoppiato in un solo anno a 449 milioni di euro.
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Le differenze
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, il vero nodo è rappresentato dalla mancata redistribuzione di questa ricchezza a favore di chi lavora quotidianamente nelle strutture. Le sigle parlano apertamente di una contraddizione non più tollerabile: da una parte, patrimoni netti in espansione fino a 5,5 miliardi di euro, alimentati anche da risorse pubbliche; dall’altra, nessun adeguamento economico per chi garantisce concretamente assistenza e cure. Il divario, aggiungono i sindacati, appare ancora più evidente osservando la condizione occupazionale e salariale del personale. Mentre alcuni grandi gruppi avrebbero accumulato disponibilità finanziarie per circa 1,8 miliardi di euro, migliaia di lavoratrici e lavoratori sarebbero ancora bloccati da anni nell’attesa del rinnovo contrattuale: otto anni nel settore della sanità privata e addirittura quattordici nelle RSA. Una situazione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, avrebbe prodotto una distanza ormai insostenibile rispetto al trattamento riconosciuto ai dipendenti della sanità pubblica. "Un infermiere della sanità privata guadagna oggi mediamente 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del pubblico", aggiungono i sindacati. Su questo aspetto è intervenuta anche la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), che pone la necessità di evitare forme di "discriminazione retributiva" nei confronti dei circa "65mila infermieri impiegati nel settore privato". "Siamo confidenti che Aiop, Regioni e Ministero sposino il principio secondo il quale non esistono infermieri di seria A e di serie B", scrive, in una nota, la Fnopi.
Le richieste
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl la questione non si esaurisce quindi nella sola richiesta di aumenti salariali, ma riguarda una revisione più profonda dell’intero impianto che regola il settore. Al centro della piattaforma sindacale c’è innanzitutto la necessità di introdurre criteri di accreditamento più stringenti, in grado di garantire il rinnovo dei contratti della sanità privata con le stesse tempistiche previste per il comparto pubblico. Un altro punto considerato cruciale è il contrasto al cosiddetto dumping contrattuale, attraverso lo stop all’utilizzo di accordi sottoscritti da sigle prive di reale rappresentatività. Accanto a questo, i sindacati chiedono anche di rafforzare i controlli e proseguire con le ispezioni nei luoghi di lavoro, così da verificare in modo puntuale il rispetto delle condizioni operative e delle regole previste per l’accreditamento.