Mauro Caroccia interrogato dai pm: "Delmastro ci ha fatto beneficenza. Ero incensurato"
CronacaMauro e Miriam Caroccia, padre e figlia, sono indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni per la srl "Le 5 Forchette" e l'apertura del ristorante Bisteccheria d'Italia, in cui anche l'ex sottosegretario alla Giustizia aveva delle quote. L'avvocato Fabrizio Gallo: "Erano vittime della criminalità"
"Le 5 Forchette", società a cui fa capo il ristorante romano Bisteccheria d’Italia in cui anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro aveva delle quote, non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata. Così, in sintesi, i legali di Mauro e Miriam Caroccia, padre e figlia 19enne accusati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, nel giorno del loro interrogatorio. Proprio Mauro Caroccia, secondo il suo difensore Fabrizio Gallo, ai pm avrebbe detto: "Delmastro ci ha fatto beneficenza. Ci ha aiutato perché in quel momento ero incensurato, ero stato appena assolto dalla Corte d'Appello di Roma". Gli inquirenti cercano di capire se hanno "trasferito e reinvestito" i proventi "delle attività illecite" del clan di stampo camorristico dei Senese, con cui i Caroccia sarebbero stati da tempo alleati.
Legale Caroccia: “Credo Delmastro abbia investito 45 mila euro”
"Io credo che Delmastro abbia investito nel ristorante Bisteccheria d'Italia circa 45 mila euro”, ha affermato l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro e Miriam Caroccia, al termine dell'interrogatorio svolto davanti ai pm della Dda di Roma. “Non so in questi mesi quanto ci ha guadagnato. Anche il pagamento dell'affitto arrivava dal conto corrente a Biella dove arrivavano i guadagni dell'attività del ristorante". Il penalista ha annunciato che si recherà "a Biella a verificare". "In banca ci devono dire del conto corrente e andremo dal commercialista dove prenderemo le carte. Trasferiremo quindi qui a Roma la società perché da quello che abbiamo capito non sarà oggetto di sequestro". Sulla vendita delle quote da parte di Delmastro, il legale ha aggiunto che i suoi assistiti "hanno avuto notizia dal carcere e dalla lettura dei giornali. C'era una procura ma non sapevano quando sono state ridate". Sul rapporto con l'ex sottosegretario Gallo riferisce che "Miriam Caroccia all'inizio non sapeva chi fosse e neanche il padre tanto che il giorno in cui si sono conosciuti, era un San Valentino, siccome lui voleva mangiare alla carta ma c'era il menù fisso lo ha cacciato via. Poi quando lo ha visto in televisione ha pensato 'ho cacciato dal locale un sottosegretario, non verrà più da me' ma dopo due mesi si è ripresentato".
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Miriam Caroccia: "Mi danno della mafiosa"
"Questa vicenda mi ha rovinato la vita. Ricevo minacce sui social, mi danno della mafiosa, sono distrutta. Io non ho fatto nulla di male. Ora cosa farò?", avrebbe detto, stando a quanto afferma il suo difensore, Miriam Carocci. Alla Bisteccheria d'Italia, ha aggiunto, lavorava come cameriera e si occupava anche delle pulizie.
Il legale: "Mauro Caroccia è vittima della criminalità"
L’avvocato Gallo, prima degli interrogatori, aveva annunciato di volere chiedere ai magistrati "di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese, perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli". Sostiene che l'apertura della società "Le 5 Forchette" con la figlia Miriam sia stata "una scelta per sentirsi più tranquillo". E aggiunge anzi che la criminalità di romana vessava il suo cliente: "Nel 2019 era stato bruciato il locale: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima".
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"Il coinvolgimento di Delmastro aveva allontanato la criminalità"
Qui si inserisce anche Delmastro. "Andava alla Bisteccheria d'Italia a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l'unico a tendere una mano a Mauro Caroccia", spiega il legale Gallo. Il coinvolgimento di Delmastro avrebbe anche spinto "una parte della criminalità" che vessava Caroccia ad allontanarsi, "perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato". Il suo assistito pensava così di "cambiare vita".
I dubbi sul capitale sociale
Nella lente dei pm c’è soprattutto il capitale sociale della società. Nell'atto di costituzione, il 16 dicembre del 2024, gli azionisti, tra cui figurava anche Andrea Delmastro, investirono complessivamente 10 mila euro. Successivamente i Caroccia hanno dovuto affrontare una serie di spese per l'avvio del locale di via Tuscolana. I proprietari presero accordi con una cittadina cinese a cui diedero circa 40 mila euro per l'acquisto di arredi, attrezzature e dotazioni tecniche con cui allestire i locali della steak house, dicono gli inquirenti. Sul punto, l’avvocato spiega: "Nel capitale sociale complessivo della srl di 10 mila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato".
Miriam Caroccia amministratore unico
Riguardo al fatto che Miriam Caroccia risultasse amministratore unico della srl, con quote al 50% nel ristorante, si indaga per intestazione fittizia di beni. L'avvocato su questo risponde: "Davanti al notaio" che si occupò dell'atto di costituzione "lei c'era, e sapeva di essere amministratore unico".