Il delitto risale al 2023. L'imputato è in carcere dal luglio del 2024. Durante l'interrogatorio sono state mostrate alcune chat scambiate con la nuora della vittima, al tempo in una relazione extraconiugale con Dassilva
In tribunale a Rimini è stata la giornata di Louis Dassilva, il 36enne senegalese in carcere dal 16 luglio 2024 perché accusato di aver ucciso la 78enne Pierina Paganelli nel garage della sua abitazione riminese il 3 ottobre 2023 (LE TAPPE: DALL'OMICIDIO AL PROCESSO). L'uomo ha risposto alle domande del pm ribadendo di essere innocente.
"Estraneo ai fatti"
Durante l'interrogatorio davanti alla Corte d'Assise a Rimini, Dassilva, difeso dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha risposto alle domande del pm Daniele Paci. Si è dichiarato estraneo ai fatti e ha sostenuto di essere rimasto nel proprio appartamento nella serata del 3 ottobre 2023, dopo una breve visita nell'abitazione di Manuela Bianchi (nuora della vittima, con cui aveva una relazione extraconiugale), con la quale avrebbe avuto un appuntamento programmato per la mattina seguente. "Quando sono uscito da casa di Manuela sono andato in garage in ascensore a prendere il cibo per i gatti e poi sono tornato nel mio appartamento. Dopo cena non sono più uscito di casa", ha detto rispondendo alle domande del pubblico ministero. Dassilva ha riferito di aver trascorso la serata con la moglie, tra televisione e momenti di sonno: "Finito di cenare abbiamo guardato la televisione, ma non mi ricordo che cosa abbiamo visto. Forse abbiamo visto un film. Di sicuro ci siamo addormentati entrambi". Alla richiesta di chiarire gli orari, l'imputato ha più volte ribadito di non ricordare con precisione i
dettagli temporali: "Se all'epoca ho detto alle 21, oggi non mi ricordo". Nel corso dell'interrogatorio ha inoltre sostenuto di non essere più uscito neppure sul balcone: "Quella sera ho mandato dei messaggi vocali, ma non sono più uscito sul balcone una volta rientrato dal garage per prendere il cibo per i gatti".
I messaggi
Dassilva ha poi riferito che era molto preoccupato solamente di tenere nascosta la relazione extraconiugale con la nuora della vittima, Manuela Bianchi. "Ti ricordi cosa ti avevo chiesto in Questura? Che la relazione con Manuela Bianchi non venisse fuori. Quella era la mia unica preoccupazione", ha detto Dassilva rivolgendosi direttamente al pm. "Avevo risposto - ha detto Paci - che sarebbe rimasta riservata se possibile". Momento fondamentale è stato anche quando Dassilva, incalzato dal pm, ha tentato di spiegare l'intercettazione ambientale in cui si sente la moglie Valeria chiedergli della notte dell'omicidio: "Dimmi cosa devo dire perché io non lo so". "Se me l'ha chiesto è chiaro non lo sapeva", ha risposto Dassilva in aula.
Un altro punto contestato dal pm riguarda proprio un messaggio inviato da Dassilva a Bianchi, inviato un mese esatto prima dell'omicidio di Paganelli. "I tuoi familiari mi rendono matto", aveva scritto Dassilva, che ha però detto di non ricordarsi di quel messaggio. Quando poi Paci ha chiesto a Dassilva cosa intendesse con "matto", l'uomo ha risposto solo dicendo "quello che ho scritto".