Introduzione
Una "grande marcia popolare" per "invadere Roma e bloccarla”, una "mobilitazione globale" che si svolge in contemporanea in altri Paesi, "contro i re e le loro guerre". È stato il giorno del corteo di No Kings Italia, che dal primo pomeriggio per alcune ore ha sfilato per le vie del centro della Capitale italiana per dire "no all'autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione", ma anche no al governo di Giorgia Meloni, di cui si chiedono le dimissioni. I partecipanti, secondo gli organizzatori, "sono 300mila". Mentre in base a quanto si apprende da fonti delle forze dell'ordine, hanno sfilato circa 25mila persone. La questura ha precisato in una nota "di non aver fornito alcun numero circa i partecipanti al corteo".
Quello che devi sapere
Il percorso
Il corteo nazionale No Kings Italy da programma è partito da piazza della Repubblica per dirigersi verso le zone centrali della Capitale: viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana. Si sarebbe dovuto concludere a piazza di Porta San Giovanni ma "considerata la partecipazione superiore a quella preavvisata" la manifestazione è proseguita fino a piazzale del Verano. "I promotori hanno formalmente presentato un preavviso al Questore", fanno sapere dalla questura. Il corteo quindi ha sfilato in via Carlo Felice, Porta Maggiore, Via dello Scalo San Lorenzo, tangenziale est fino all'intersezione con Via Tiburtina, Via Tiburtina per poi concludersi a Piazzale del Verano, dove è cominciato il deflusso della folla a sole ormai tramontato.
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Il corteo
Nel primo pomeriggio i manifestanti sono partiti da via Luigi Einaudi e piazza della Repubblica. In testa al corteo, su uno striscione, la frase "Per un mondo libero dalle guerre". Tante le bandiere della pace, ma anche della Palestina, del Venezuela, oltre a quelle della Cgil, di Avs e di associazioni come Amnesty International. È comparso anche uno striscione di solidarietà per l'anarchico Alfredo Cospito. Presenti tra gli altri Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Salis di Avs e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. La "grande marcia popolare" si svolge in contemporanea, nella stessa giornata, anche in altri Paesi, come Stati Uniti e Inghilterra, con l'evento "Together" lanciato dagli artisti del Regno Unito e il No Kings Day negli Usa.
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Allarme sicurezza al Viminale
Il Viminale da ore ha messo sotto la lente caselli autostradali e scali ferroviari per monitorare gli arrivi, ma anche le fermate della metropolitana romana, con l'obiettivo di evitare che eventuali frange violente possano mescolarsi tra i manifestanti.
Piantedosi: "Prendere le distanze da azioni violente"
La mobilitazione era già finita nel dibattito politico. Al suo ultimo question time alla Camera, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha lanciato un appello ai partiti: "Confido che tutte le forze politiche si compattino in difesa delle istituzioni democratiche e nel prendere nettamente le distanze da chi volesse porre in essere comportamenti e azioni violente".
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Piantedosi: "Anarco-antagonismo violento non è folklore"
Piantedosi ha ricordato che "già lo scorso febbraio, in quest'Aula, in occasione dell'informativa sugli scontri seguiti allo sgombero di Askatasuna a Torino, avevo lanciato un avvertimento preciso: l'anarco-antagonismo violento non è folklore politico, è una minaccia concreta e strutturata. Oggi quell'avvertimento si è trasformato in realtà".
La morte di due anarchici al parco degli Acquedotti
Il corteo arriva poi a brevissima distanza dalla morte di due anarchici nel crollo del casale al parco degli Acquedotti a Roma, che – secondo Piantedosi - "potrebbe essere il segnale di un'escalation programmata, di una strategia che mira a colpire le istituzioni, a destabilizzare il tessuto civile, a reclutare nuovi adepti nell'odio anti-sistema, anti-atlantico, anti-sionista". Il ministro parla quindi di "un'ostilità trasversale che unisce mondi diversi dei professionisti della protesta in un'unica, pericolosa convergenza eversiva" e assicura che "il livello di attenzione è e rimarrà massimo per la tutela delle infrastrutture critiche del Paese, per la prevenzione di ogni degenerazione violenta nelle piazze e la sicurezza dei cittadini. Non deve esserci spazio per chi con la violenza intende sovvertire la democrazia e sostituirla con il caos".
Gli organizzatori del corteo dicono no alla violenza
E anche gli organizzatori della manifestazione, a cui hanno aderito più di 700 sigle, hanno preso preventivamente le distanze da possibili frange violente. "Chi viene in piazza a portare pratiche non condivise con il movimento, allora non ne fa parte", dicono.
Cortei anche nel resto d'Italia
Altre proteste in scena anche in varie città in Italia. Firenze, ad esempio, partecipa alla giornata di mobilitazione promossa da Women's March Florence e Statunitensi contro la guerra, per protestare "contro Trump e la sua politica guerrafondaia e più in generale contro i re e le loro guerre". "No War, no Ice, no Kings, no Trump" e ancora "No to war grift e lies", sono alcuni dei cartelli esposti. I manifestanti, circa un centinaio, si sono ritrovati in via de' Gondi, dietro Palazzo Vecchio, a pochi passi da piazza della Signoria.
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