Neonati sepolti a Parma, la difesa chiede l'assoluzione per Chiara Petrolini

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Nicola Tria, legale della 22enne, ha chiesto l'assoluzione per la sua assistita.  “Chiara Petrolini non è punibile perché non era capace di intendere e di volere al momento dei fatti”, ha riferito l'avvocato

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Prosegue il processo a Chiara Petrolini, dopo che la Procura di Parma, proprio di recente, ha chiesto la condanna della 22enne a 26 anni di reclusione, ritenendo la ragazza responsabile di tutti i reati contestati, ovvero gli omicidi premeditati dei due figli neonati ed altrettante soppressioni di cadavere. I corpicini dei neonati erano stati ritrovati nella sua villa di Vignale di Traversetolo. In udienza, Nicola Tria, legale della giovane, ne ha però chiesto l'assoluzione.  “Chiara Petrolini non è punibile perché non era capace di intendere e di volere al momento dei fatti”, ha riferito l'avvocato. La richiesta principale della difesa, come sottolinea anche "Parma Today", è l’assoluzione per incapacità di intendere e volere, sulla scorta di una consulenza di parte della difesa che evidenzierebbe un vizio di mente “determinante”relativamente a quanto contestato alla giovane.

Le richieste della difesa

“Bisogna guardare a questa vicenda considerando che anche Chiara è una vittima di una psicopatologia o comunque di un grave disfunzionamento del suo equilibrio psichico”, ha proseguito Tria. In alternativa a quanto chiesto, la difesa ha proposto l’assoluzione per uno dei due episodi contestati, sostenendo che non vi sia prova che uno dei neonati sia nato vivo e ha escluso la premeditazione nell’altro caso. Il legale di Chiara Petrolini, nell'ambito dell'udienza, ha ipotizzato una condotta colposa o al massimo un dolo eventuale, avanzando richiesta anche per il riconoscimento delle attenuanti generiche legate alla giovane età e alla fragilità psichica della stessa.

La perizia disposta dalla Corte d'Assise

Lo scorso gennaio, ricostruendo le tappe della vicenda processuale, Chiara Petrolini era stata dichiarata però capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Questa la conclusione cui era arrivata una perizia psichiatrica disposta dalla Corte di assise di Parma. Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non avevano infatti identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell'imputata, ritenuta anche capace di stare in giudizio. La ragazza era stata definita comunque un "soggetto immaturo e fragile" meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati per minori.

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Neonati sepolti, Chiara Petrolini capace di intendere e di volere

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