13enne accoltella prof e filma attacco: lei è grave. "Forse esplosivi a casa del giovane"

Cronaca
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È successo all'istituto comprensivo di via Damiano Chiesa, di Trescore Balneario, prima dell'inizio delle lezioni. La professoressa è stata soccorsa e poi trasferita in elicottero all’ospedale, Bertolaso: "Salvata da trasfusione in volo". Perquisita casa del 13enne, trovato del materiale che potrebbe essere potenzialmente pericoloso, ad esempio esplosivo

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Questa mattina, poco prima delle 8, all'istituto comprensivo di via Damiano Chiesa, di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, una professoressa è stata ferita a coltellate da uno studente di terza media, di 13 anni. Come scrive L'Eco di Bergamo, la donna - Chiara Mocchi, insegnante di francese 57enne - è stata subito soccorsa. I carabinieri hanno poi perquisito l'abitazione del tredicenne, dove è stato trovato del materiale che potrebbe essere potenzialmente pericoloso, ad esempio esplosivo, e per il quale sono stati disposti ulteriori accertamenti. È anche emerso che il tredicenne avrebbe trasmesso in diretta su Instagram l'aggressione.

Una insegnante di 57 anni è stata trasportata stamani in condizioni gravi in ospedale a Bergamo dopo essere stata accoltellata da uno studente fuori dall'istituto comprensivo di via Damiano Chiesa di Trescore Balneario (Bergamo), 25 marzo 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA
Insegnante accoltellata davanti a scuola da uno studente, è grave - ©Ansa

Le condizioni dell'insegnante 

La prof è stata trasferita, con un elicottero, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata operata. L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha precisato che l'insegnante è salva "grazie all'elicottero di Areu dove viene praticata la trasfusione di sangue a bordo, se necessaria". La donna è stata aggredita al collo e stava perdendo parecchio sangue: "In elicottero, oltre a tamponarla, hanno potuto fare una trasfusione che ha contribuito a salvarle la vita. Poi - ha aggiunto l'assessore - in sala operatoria (l'intervento chirurgico è durato circa due ore, ndr) è stato fatto il resto. La signora è in prognosi riservata, in rianimazione, ma non in pericolo di vita".

Si cerca di ricostruire la dinamica dell'accaduto

Sul posto sono arrivati i Carabinieri e gli agenti della Polizia locale, per cercare di ricostruire la dinamica dell’aggressione e capire i motivi che hanno portato il ragazzo ad aggredire la docente. Lo studente 13enne, da quanto si apprende, è stato fermato subito dagli agenti. Il giovane indossava una maglietta con la scritta "vendetta" e pantaloni militari, quando è stato bloccato dai Carabinieri. Intanto, in mattinata, alcuni genitori hanno deciso di portare a casa i figli dalla scuola in anticipo rispetto alla chiusura. E, all'interno dell'istituto, sono intervenuti gli psicologi per supportare i ragazzi.

Aggressione ripresa con lo smartphone

Secondo quanto emerso finora il ragazzino di 13 anni aveva un telefono al collo: lo smartphone sarebbe servito per riprendere l’aggressione contro la 57enne, colpita con almeno due coltellate al collo e al torace nel corridoio della scuola. Il ragazzino indossava una maglietta con la scritta “vendetta” e nello zaino aveva una pistola scacciacani.

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Valditara: "Approvare subito norme sui coltelli"

"Quanto accaduto è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola", ha commentato il ministro dell'Istruzione, Valditara. "Questo fatto", ha aggiunto, "dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani. Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l'educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica". 

Valditara: “Anche in questo caso impatto negativo social”

"C'è l'impatto estremamente negativo dei social" da considerare, ha proseguito il ministro: “Sembra che anche in questo caso i social siano in qualche modo coinvolti. Noi dobbiamo intervenire, per esempio impedendo ai ragazzi sotto i 15 anni l'accesso ai social come hanno fatto altri Paesi". "Poi c'è il tema dell'educazione al rispetto, all'empatia. Quello dell'assistenza psicologica, per la quale abbiamo stanziato 20 milioni di euro, e poi c'è il tema della prevenzione che non può essere trascurato. Quando sento dire che quello dei coltelli a scuola non è il vero problema, dico che è comunque una cosa inaccettabile: i coltelli a scuola non si portano. Il governo ha approvato norme molto severe su questo e su chi aggredisce insegnanti e qualche risultato lo stanno producendo: quest'anno sono più che dimezzate le aggressioni ai prof rispetto all'anno scorso". E, ha aggiunto, "dobbiamo anche soffermarci sulla responsabilità delle famiglie. Quando un ragazzo esce di casa con un coltello con una lama di dieci centimetri mi chiedo: le famiglie dove stanno?".

Cei: “Norme utili ma fondamentale è educazione”

Sul caso si è espresso ancheil segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi: “Sono situazioni che lasciano sbigottiti. Siamo basiti, sgomenti e dispiaciuti. Si provoca dolore per futili motivi. Sintomo della violenza è il 'per nulla' che matura dove per nulla si vive e ci si impegna. Il 'per nulla' deve essere sostituito con 'vale la pena'. Le norme sono importanti ma il tema fondamentale è l'educazione. Si può reprimere" un atto violento "ma poi la Chiesa, la scuola, il terzo settore devono essere capaci di stare in questi luoghi" dove "la povertà educativa spesso si coniuga con un malessere".

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