Umberto Bossi, i funerali a Pontida. Cori contro Salvini: "Molla la camicia verde"

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Si è tenuto presso il monastero San Giacomo il rito funebre per il fondatore della Lega, scomparso il 19 marzo all'età di 84 anni. La cerimonia si è tenuta a poca distanza dal "pratone" dove iniziò la parabola politica di quello che sarebbe diventato uno dei partiti più grandi d'Italia. Contestati anche Monti e Santanchè, applausi per Meloni - il cui arrivo è stato accompagnata dal grido "Secessione" - e per Luca Zaia

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Pontida ha salutato per l'ultima volta Umberto Bossi, scomparso il 19 marzo all'età di 84 anni. Ai funerali hanno partecipato anche la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Proprio il leader del Carroccio, con la camicia verde d'ordinanza, è stato contestato da alcuni militanti: "Vergogna, molla la camicia verde", gli ha urlato qualcuno. Contestati anche il senatore a vita Mario Monti e la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Applausi invece per il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, e per la premier Meloni, il cui arrivo è stato accompagnato dal grido "Secessione, secessione". Tra i cori "Roma ladrona, il Nord non perdona” e "Padania libera", già in mattinata centinaia di elettori leghisti hanno riempito Pontida. Il rito funebre per il Senatùr è iniziato alle 12 al monastero San Giacomo, non prevedeva il cerimoniale e non ci sono stati discorsi politici. Il Và pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi, intonato da un coro di Alpini, ha chiuso le celebrazioni. Il feretro è poi stato portato per l'ultima volta sul pratone dei comizi.

I funerali di Umberto Bossi organizzati dal ministro Giorgetti

Al monastero San Giacomo i posti sono 400, di cui pochi erano riservati per la famiglia e le cariche istituzionali, tra cui anche i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli. La cerimonia è stata aperta al pubblico, ma chi non è riuscito a sedersi ha potuto salutare Bossi da piazza del Giuramento, dove è stato allestito un maxi schermo. A organizzare i funerali è stato il ministro Giorgetti, seguendo le indicazioni della famiglia e con l'aiuto di alcuni militanti. È anche stato uno dei pochi a poter entrare nella villa di Gemonio, nel Varesotto, dove Bossi risiedeva, per portare il suo cordoglio ai parenti. 

Al termine del funerale il coro “Bruciamo il tricolore”

Al termine del funerale di Umberto Bossi a Pontida, mentre il feretro era accompagnato fuori dalla chiesa dalla famiglia e dalle più alte cariche dello Stato (tra cui la premier Giorgia Meloni), centinaia di militanti hanno scandito il coro: “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore”. Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha detto al microfono, "per cortesia" per placarli e consentire al parroco di recitare l'eterno riposo. Al termine della cerimonia anche cori "Padania libera" sono stati scanditi più volte.

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L'ultimo viaggio di Bossi a Pontida

Per il suo ultimo viaggio il Senatùr è tornato quindi un'ultima volta a Pontida, luogo simbolo della Lega, dove tutto ha avuto inizio. Dal 1990 ogni anno il partito si ritrova sul "pratone" per il suo raduno più identitario. Sono ormai passati gli anni in cui si sentiva a gran voce scandire la parola "secessione" dai militanti e nelle ultime edizioni anche la kermesse ha subìto la svolta nazionalista e sovranista che ha impresso il nuovo leader Matteo Salvini. Ma Pontida rimane comunque una parte integrante dell'identità del Carroccio. La famiglia Bossi ha così deciso di permettere al "popolo della Padania", come ha spiegato il figlio Renzo sulle sue pagine social, di portare l'ultimo saluto al padre, proprio a pochi metri da quel prato a lui così caro.  

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Funeral of the Lega Nord party founder Umberto Bossi. Pontida, Italy, 22 March 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA
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