Un uomo di origine albanese è stato ucciso con colpi di arma da fuoco poco prima di mezzanotte nella zona di Olmo, davanti a un locale. La vittima è Gjergj Pergegaj, 30 anni il prossimo 19 aprile, residente a Frassineto. Il presunto responsabile, un 35enne residente in zona, è stato fermato e arrestato dalla polizia. Indagini in corso per chiarire la dinamica dell’omicidio
Omicidio poco prima di mezzanotte, nella zona di Olmo, ad Arezzo. La vittima è Gjergj Pergegaj, 30 anni il prossimo 19 aprile, residente a Frassineto, frazione di Arezzo. L'uomo, di origini albanesi, è stato ucciso con quattro colpi di arma da fuoco davanti a un locale. È successo nei pressi di una rotatoria, in un piazzale vicino ad attività commerciali e altri edifici, in una zona molto frequentata. Il presunto omicida è già stato fermato e arrestato dalla polizia: si tratterebbe di un 35enne, anche lui di origine albanese e residente a Rigutino. Tra i due ci sarebbe stato un contrasto, le cui cause sono al vaglio della Squadra mobile. L’arrestato, dopo essersi allontanato dal luogo del delitto, ha chiamato il 112 due ore dopo per costituirsi, indicando la propria posizione.
Indagini in corso
Sul posto sono intervenuti gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Arezzo e i carabinieri. A dare l’allarme è stato un avventore, poco prima della mezzanotte tra venerdì 20 e sabato 21 marzo. I soccorsi si sono rivelati inutili: il trentenne è stato trovato senza vita in una pozza di sangue. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo.Il presunto responsabile si è costituito ed è stato arrestato senza opporre resistenza. Ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario e porto abusivo di arma da sparo, a disposizione della pm Elisabetta Greco. Secondo quanto emerso dalle prime testimonianze, il presunto omicida avrebbe reagito dopo aver visto la ex fidanzata parlare con la vittima. Al momento, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile, coordinata dal dirigente Davide Comito, per chiarire la dinamica e il movente.
La dinamica dell’arresto
L'uomo fermato dalla polizia, incensurato e da anni residente ad Arezzo, dopo essersi allontanato dal luogo del delitto ha chiamato, due ore dopo circa, il 112 dichiarando di volersi costituire e comunicando la propria posizione. Lo ha reso noto la questura di Arezzo spiegando che "immediatamente, volanti e squadra mobile" si sono precipitate nel luogo indicato dall'uomo, nei pressi delle colline sopra Rigutino, trovando l'uomo ad aspettarli a bordo della sua auto con la pistola "utilizzata per commettere il delitto, posseduta clandestinamente". Ricostruendo l'accaduto, la polizia spiega che "intorno alle 23,40 è giunta una chiamata 112 alla Sala operativa della Questura che segnalava l'esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco lungo via Romana, in prossimità dello svincolo di Olmo. Giunte sul posto unitamente al personale sanitario, le volanti hanno accertato che un uomo trentenne, di nazionalità albanese, regolare in Italia, era stato la vittima degli spari e che nonostante i tentativi per salvarlo era deceduto sul posto". È subito "partita una caccia all'uomo alla ricerca di un'Audi bianca con a bordo il presunto omicida che testimoni avevano visto in azione e allontanarsi dal luogo del delitto proprio a bordo di quell'auto. Sono stati attivati posti di controllo in tutta la zona e lungo le arterie viarie in uscita dalla città, anche grazie all'intervento di tutte le forze di polizia". Poi due ore dopo la chiamata dello stesso uomo ricercato. "Sono in corso ulteriori accertamenti coordinati dalla Procura di Arezzo, volti a ricostruire i dettagli del folle gesto così come i motivi che vi possano essere alla base", ha concluso la questura.