Bimbo morto Napoli, chiesta misura interdittiva per due medici: falso in cartella clinica
CronacaSvolta nelle indagini sulla morte di Domenico Caliendo: la Procura di Napoli ha chiesto la sospensione dall'esercizio della professione medica per il cardiochirurgo e il secondo operatore dell'ospedale Monaldi per falso in cartella clinica. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso
Ci sono novità nelle indagini sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo il trapianto di cuore fallito. La Procura di Napoli ha chiesto la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio della professione medica per il cardiochirurgo dell’ospedale Monaldi, Guido Oppido, e il suo secondo operatore, Emma Bergonzoni, per alcune incongruenze emerse nella cartella clinica. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso.
L'accusa
Secondo gli inquirenti (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) l'accusa di falso in cartella clinica riguarderebbe in particolare gli orari dell'arrivo del cuore da Bolzano a Napoli e l'inizio dell'espianto dell'organo malato dal petto del piccolo Domenico. Le criticità emerse dall'analisi della cartella clinica riguardano soprattutto l'orario dell'arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti.
La manager del Monaldi: "Mi sono sentita tradita"
Intanto, dice di essersi sentita "tradita" dal primario Guido Oppido, il cardiochirurgo che al Monaldi eseguì l'espianto del cuore del piccolo Domenico. Anna Iervolino, manager dell'Azienda dei Colli, intervistata da la Repubblica Napoli, Il Mattino e il Corriere del Mezzogiorno, ha ripercorso quel periodo drammatico sottolineando di essere stata "umanamente segnata come donna e come madre" dalla vicenda. I suoi 'sospetti' incominciò a maturarli il 29 dicembre "quando seppi che il dottor Giuseppe Limongelli, responsabile della parte cardiologica del trapianto, si era dimesso. Qualcosa non tornava e cercai di capire cosa e chiesi le relazioni a Oppido e a Farina", che aveva effettuato l'espianto a Bolzano. "Ho convocato - aggiunge nella sua ricostruzione - la prima riunione urgente il 30 dicembre. Il giorno dopo ho chiesto al primario Guido Oppido una relazione completa anche della ricostruzione dell'equipe che era stata a Bolzano per l'espianto. Ci è arrivata, protocollata, l'8 gennaio. In quel documento, per la prima volta, si parla nero su bianco non di un generico problema con il ghiaccio, ma di cuore congelato". Ricorre al termine tradimento "anche perché è preciso dovere deontologico di un medico informare correttamente i familiari dei pazienti. Da quel che è emerso finora, questo dovere non è stato adempiuto e anche per questo è stata disposta la sospensione". Iervolino evidenzia di aver informato la Regione di tutto quanto stava accadendo non appena le fu comunicato. "Ho detto ciò che sapevo, non devo dimettermi", ribadisce la manager confermando la sua piena collaborazione con chi indaga.
La Fondazione in memoria
Proprio oggi nasce la Fondazione Domenico Caliendo, con la sottoscrizione dell’atto costitutivo alla presenza dei familiari di Domenico e dei membri del comitato promotore, che nelle ultime settimane si sono impegnati nella raccolta delle risorse necessarie all’avvio dell’iniziativa. L’ente si propone di offrire sostegno a chi si considera vittima di casi di malasanità, mettendo a disposizione assistenza legale e un supporto sia psicologico sia relazionale per le famiglie coinvolte. Tra gli obiettivi rientrano anche attività di sensibilizzazione sul tema e iniziative pensate per mantenere viva la memoria di Domenico.