Petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo, le opzioni per la messa in sicurezza

Cronaca
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La petroliera russa che si trova alla deriva tra Malta e Lampedusa si sta inclinando in fretta, afferma Mosca.  La Valletta parla di un piano di emergenza che prevede l'utilizzo di rimorchiatori per rimuoverla dalle loro acque. Nel frattempo inviata i pescatori a mantenere una distanza di sicurezza di almeno 4 miglia nautiche dalla petroliera che trasporta gas liquido ed almeno 700 tonnellate di carburante

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Il ministero degli Esteri russo lancia l'allarme sulla petroliera della flotta fantasma alla deriva tra Malta e Lampedusa. "La nave ha subito gravi danni: a bordo si sentono forti rumori, si segnalano emissioni di gas, la nave si sta inclinando più rapidamente e sono stati avvistati incendi localizzati", ha dichiarato in un comunicato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. 

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Mosca: la petroliera si sta inclinando in fretta 

La Arctic Metagaz lunga 277 metri, ha a bordo 700 tonnellate di carburante e dal 3 marzo, quando fu raggiunta da droni ucraini, è alla deriva senza equipaggio. "Al momento dell'abbandono della nave, nelle sue cisterne erano ancora presenti carburante (450 tonnellate di combustibile pesante e 250 tonnellate di gasolio), oltre a una quantità significativa di gas naturale", ha aggiunto. 

La petroliera è a 54 miglia nautiche da Malta

Malta sta cercando sostegno internazionale per trovare una "soluzione definitiva" al problema della petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo centrale, che è stato sollevato dal ministro degli esteri Ian Borg nella riunione di ieri con i colleghi del Consiglio Ue. Lo ha reso noto il primo ministro Robert Abela mentre la Arctic Metagaz continua a vagare in acque internazionali, spostandosi a tratti dalla zona di ricerca e soccorso di Malta verso quelle di Italia e Libia. Stando ai primi rilievi la petroliera è a 54 miglia nautiche da Malta, all'interno della zona Sar maltese ma ancora ben lontana dalle sue acque territoriali, ha specificato il premier che ha dichiarato di aver posto la questione anche in sede di Med9 (il gruppo degli stati membri affacciati sul Mediterraneo, che oltre a Malta comprende Italia, Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Cipro, Slovenia e Portogallo). 

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Malta cerca una soluzione definitiva

Abela ha affermato di aver contattato il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen mentre i paesi del Med9 starebbero lavorando "collettivamente" per trovare una soluzione, ha aggiunto. Il primo ministro ha ribadito che Malta è preparata a qualsiasi eventualità, con un piano di emergenza già predisposto. Tuttavia, non ha fornito dettagli sul contenuto del piano né su quando verrebbe attivato. Ha però precisato che il piano di emergenza prevede l'utilizzo di rimorchiatori che non fanno parte dell'attuale flotta di AFM. Ed ha rivelato che i contatti avuti nei giorni scorsi con le autorità russe, così come con i rappresentanti della società madre della petroliera, non hanno portato alla "soluzione definitiva" attesa. Le autorità marittime maltesi hanno emesso un avviso ai pescatori affinché mantengano una distanza di sicurezza di almeno 4 miglia nautiche dalla nave russa, che trasporta gas liquido ed almeno 700 tonnellate di carburante. 

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