La Arctic Metagaz avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. Al momento si trova in acque internazionali nel Mar Mediterraneo, distante da Lampedusa e Linosa. L’imbarcazione lo scorso 4 marzo era stata gravemente danneggiata: secondo Mosca si è trattato di un attacco di droni marini ucraini
Una nave metaniera russa, la Arctic Metagaz, danneggiata e alla deriva senza equipaggio, si sta avvicinando alle acque italiane spinta dalle correnti. Al momento si trova in acque internazionali, ancora distante da Lampedusa e Linosa. L’imbarcazione, lunga 277 metri, avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto: cresce la preoccupazione per il rischio di un disastro ambientale. Secondo il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino, "la situazione è assolutamente sotto controllo, la nave attualmente si trova in acque internazionali a circa 30 miglia ad est da Linosa, e con il vento tende a scarrocciare verso Malta".
Cosa era successo
Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”.
La nave alla deriva
La metaniera, fuori controllo da giorni, è stata sospinta dalle correnti verso le acque italiane. Secondo la Ports and Maritime Transport Authority libica, le proiezioni sembravano delineare una rotta del relitto in avvicinamento alle acque di Lampedusa. Ma le correnti sono molto variabili e la traiettoria può cambiare in poco tempo. Intanto a tutte le navi in zona è stato imposto di mantenere una distanza di sicurezza obbligatoria di almeno cinque miglia nautiche dal relitto. La Marina Militare italiana sta monitorando la situazione e tenendo sotto stretta osservazione la nave. "Sul posto ci sono mezzi della nostra Marina militare, rimorchiatori e mezzi antiquinamento pronti ad intervenire qualora la situazione dovesse degenerare", ha detto all'Adnkronos il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino.
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