La Arctic Metagaz avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. Rischio disastro ambientale. Si trova in acque internazionali nel Mar Mediterraneo, distante da Lampedusa e Linosa. Vertice a Palazzo Chigi: “Condividiamo monitoraggio con Malta, disponibili per attività di supporto”. L’imbarcazione lo scorso 4 marzo era stata gravemente danneggiata: secondo Mosca si è trattato di un attacco di droni marini ucraini
Una nave metaniera russa, la Arctic Metagaz, danneggiata e senza equipaggio, è alla deriva nel Mediterraneo. Al momento si trova in acque internazionali, ancora distante da Lampedusa e Linosa. L’imbarcazione, lunga 277 metri, avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto: cresce la preoccupazione per il rischio di un disastro ambientale. A Palazzo Chigi si è svolto un vertice per fare il punto sulla situazione: "Condividiamo il monitoraggio con Malta, siamo disponibili per attività di supporto", ha fatto sapere l'Italia. Secondo il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino, "la situazione è assolutamente sotto controllo, la nave attualmente si trova in acque internazionali a circa 30 miglia ad est da Linosa, e con il vento tende a scarrocciare verso Malta".
Il vertice a Palazzo Chigi
A Palazzo Chigi, quindi, si è tenuto un vertice per fare il punto - come spiega una nota - sulla "situazione della nave LNG Arctic Metagaz, battente bandiera russa, che trasporta consistenti quantitativi di gas, olio pesante e gasolio e che da alcuni giorni si trova alla deriva, senza equipaggio, nel Mar Mediterraneo". Alla riunione, presieduta dalla premier Giorgia Meloni, hanno partecipato il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, oltre al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Dopo il vertice, un comunicato di Palazzo Chigi ha spiegato: "Premesso che l'imbarcazione si trova attualmente all'interno della zona SAR maltese, e che le autorità di Malta hanno stabilito una distanza di sicurezza minima di 5 miglia nautiche, il governo italiano ha assicurato al governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento". "L'Italia – si legge ancora nella nota - ha inoltre confermato la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto".
Cosa era successo
Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”.
La nave alla deriva
La metaniera, fuori controllo da giorni, in mattinata è stata sospinta dalle correnti verso le acque italiane ma per ora è in acque internazionali distanti dalle nostre coste. Secondo la Ports and Maritime Transport Authority libica, le proiezioni sembravano delineare una rotta del relitto in avvicinamento alle acque di Lampedusa. Ma le correnti sono molto variabili e la traiettoria può cambiare in poco tempo. Intanto a tutte le navi in zona è stato imposto di mantenere una distanza di sicurezza obbligatoria di almeno cinque miglia nautiche dal relitto. La Marina Militare italiana sta monitorando la situazione e tenendo sotto stretta osservazione la nave. "Sul posto ci sono mezzi della nostra Marina militare, rimorchiatori e mezzi antiquinamento pronti ad intervenire qualora la situazione dovesse degenerare", ha detto all'Adnkronos il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino.
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