La Corte d'Assise di Roma ha dato il via libera all'esame, da effettuarsi entro 30 giorni, per verificare l'effettiva capacità dell'imputato di partecipare al processo. È accusato del duplice omicidio, aggravato dai futili e abietti motivi, e dell'occultamento del cadavere della compagna e della figlia
Francis Kaufmann, l’uomo americano accusato del duplice femminicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, i cui corpi furono ritrovati lo scorso anno a Villa Pamphilj, sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Lo ha stabilito la Corte d’Assise della Capitale, accogliendo la richiesta della difesa, per capire se l’imputato ha la capacità di partecipare al processo: i giudici hanno dato ai periti 30 giorni per completare il loro lavoro. Per l'uomo le accuse sono di omicidio aggravato dai futili e abietti futili, oltre all'occultamento di cadavere.
Perizia psichiatrica per Kaufmann, la difesa: "Condizioni mentali deteriorate"
La richiesta della perizia psichiatrica da parte dei legali di Kaufmann era arrivata già nel corso della prima udienza del processo, lo scorso febbraio. L’avvocato Paolo Foti aveva parlato di una sollecitazione legata “alle sue condizioni mentali, che negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente”, anche dopo “un violento alterco con una agente della Penitenziaria” in carcere a Rebibbia. Secondo Foti “Kaufmann è stato evidentemente sedato, ai colloqui si presentava con gli abiti sporchi, faceva discorsi privi di senso, veri e propri monologhi deliranti”. La Procura di Roma si era opposta, ma la Corte d’Assise ha deciso di procedere.
I femminicidi di Villa Pamphilj
I fatti risalgono a giugno 2025. I due corpi erano stati ritrovati a pochi metri di distanza l’uno dall’altro: le autopsie sui cadaveri hanno poi stabilito che la 28enne russa Anastasia Trofimova è morta per soffocamento e che la figlia è stata strangolata. Dopo gli omicidi, Kaufmann aveva fatto perdere le sue tracce, partendo con un volo di linea per l'isola greca di Skiathos, dove poi è stato rintracciato e arrestato dalla polizia. Dalle verifiche effettuate dopo il fermo è emerso inoltre che l'uomo da anni utilizzava il nome falso Rexal Ford – lo stesso con cui si è presentato all’udienza di febbraio - indicato anche sul passaporto che utilizzava per viaggiare.
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Perché non si procede per femminicidio?
I reati in questione, ha spiegato il pm Antonio Verdi, non possono essere perseguiti come femminicidi, perché sono stati commessi prima dell’entrata in vigore della legge che ha inserito nel nostro ordinamento giudiziario questa nuova fattispecie (la data è quella del 17 dicembre).
I testimoni
Nella lista dei testimoni depositata dall'accusa, oltre che la polizia giudiziaria, compaiono le molte persone che tra l'aprile e il giugno dello scorso anno hanno visto e sono entrati in contatto a Roma con Kaufmann, Trofimova e la figlia. La Procura ha citato in particolare quanto avvenuto il 30 maggio, quando l'uomo è stato protagonista di una rissa in strada. Stesso copione il 3 giugno, con una zuffa avvenuta all’interno di un bar del centro di Roma. All’attenzione dei giudici finirà anche il video girato da un passante il 5 giugno in cui si vede Kaufmann visibilmente ubriaco e la bimba appoggiata ad un motorino. Di Trofimova nessuna traccia: la donna era stata strangolata la notte precedente.
Kaufmann cercava di inserire la figlia nel mondo delle modelle
Dalle indagini, inoltre, è emerso che l’imputato alcuni giorni dopo l'uccisione della compagna cercò di contattare agenzie di "baby modelling" per inserire la figlia di 14 mesi nel mondo dei set pubblicitari. Un particolare spuntato dall'analisi del traffico del suo cellulare. "È stata notata da diversi talent scout (che dicono che è bellissima). È divertente e ha una bella personalità. Al momento stiamo valutando diverse agenzie che vogliono metterla sotto contratto, non siamo ancora stati a Milano", scriveva nella probabile ricerca di soldi, che continuò a chiedere inutilmente anche ad amici e familiari, mentre progettava la fuga da Roma.