La prima fase di un’indagine condotta dalla polizia ha portato all’esecuzione di sei misure di custodia cautelare. L’inchiesta è stata avviata a seguito di un tentato omicidio di un minore, un pusher, avvenuto lo scorso novembre nel quartiere Don Bosco
Un traffico di sostanze stupefacenti sarebbe alla base di un tentato omicidio avvenuto a Roma. È quanto emerso dalla prima fase di un’indagine condotta dalla polizia, che ha portato all’esecuzione di sei misure di custodia cautelare nei confronti di due maggiorenni e quattro minorenni, tutti accusati, in concorso tra loro, di tentato omicidio. L’inchiesta, coordinata dalla procura presso il tribunale ordinario e da quella presso il tribunale per i minorenni di Roma, è stata avviata a seguito di un tentato omicidio di un minore, un pusher, avvenuto lo scorso novembre nel quartiere Don Bosco.
La ricostruzione dell’accaduto
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, la vittima sarebbe stata attirata all'interno del parco con la scusa di uno scambio droga-danaro precedentemente concordato tramite chat. Quando il giovane si è presentato nel luogo dell'appuntamento, sarebbe stato bloccato da uno dei due indagati maggiorenni, consentendo a un altro gruppo di giovanissimi di uscire allo scoperto, da un nascondiglio ricavato tra la boscaglia, per poi circondarlo ed aggredirlo fino a farlo cadere a terra. La vittima sarebbe stata prima colpita con calci e pugni, poi con una spranga di ferro ed infine ferito con una coltellata alla schiena. Il giovane è stato trasportato in ospedale e giudicato guaribile in 60 giorni.
Sei arresti
Secondo la procura, il movente del tentato omicidio sarebbe legato al mancato incasso di una partita di droga che uno degli indagati avrebbe affidato come “retta” alla giovane vittima. Lo stupefacente sarebbe andato "perso" perché il giovane pusher era stato tratto in arresto proprio in quella circostanza. Gli arrestati hanno fra i 14 e i 18 anni: i due maggiorenni, di 19 e 18 anni, sono stati portati nel carcere di Regina Coeli, mentre i minorenni, che all'epoca dei fatti avevano fra i 14 e i 17 anni, sono stati portati al carcere minorile di Casal del Marmo.