Morte Andrea Purgatori, gup: Umberto I e 2 assicurazioni sono responsabili civili

Cronaca
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Il giornalista, che da tempo conviveva con un tumore ai polmoni, è morto nel luglio 2023 a causa di una endocardite infettiva. Per il suo decesso sono imputati quattro medici, accusati di omicidio colposo. Prossima udienza programmata per l’8 maggio

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Al via il processo contro i quattro medici imputati per la morte del giornalista Andrea Purgatori. Il gup di Roma, nell’udienza odierna, ha riconosciuto come responsabili civili il Policlinico Umberto I di Roma, in qualità di datore di lavoro di uno degli imputati, due cliniche e tre società di assicurazioni. Nei confronti dei dottori che ebbero in cura Purgatori, morto il 19 luglio del 2023, è contestato il reato di omicidio colposo. Prossima udienza l'8 maggio. “Siamo soddisfatti della decisione del giudice, seguiamo gli sviluppo del processo”, ha commentato l’avvocato Alessandro Gentiloni, legale dei familiari del giornalista. 

Medici a processo

Lo scorso settembre i pm di piazzale Clodio, durante l’udienza preliminare, avevano deciso di ammettere come parte civile la famiglia di Purgatori e l’associazione Cittadinanza Attiva. Le indagini sulla morte del giornalista si sono chiuse a dicembre 2024 con il rinvio a giudizio dei quattro medici che avevano avuto in cura Purgatori. Si tratta del radiologo Gianfranco Gualdi, l’assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo dell'equipe di Gualdi, e il cardiologo Guido Laudani.

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Le indagini

Al termine delle indagini la procura della Capitale ha contestato ai quattro medici "imperizia, negligenza e imprudenza" nelle cure del giornalista deceduto a causa di una endocardite infettiva. Per i magistrati romani, in particolare, un errore fatale fu quello commesso dai neuroradiologi che non refertarono correttamente l’esame della risonanza magnetica eseguita l’8 maggio 2023, due mesi prima del decesso di Purgatori che da tempo conviveva con un tumore ai polmoni. Nel giudizio della perizia medico-legale eseguita sul corpo del giornalista si parla di “una catastrofica sequela di errori ed omissioni".

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