Vajont, il progetto per costruire una nuova centrale idroelettrica nei luoghi del disastro
CronacaIl progetto è stato presentato dalla società Welly Red di Belluno alla Regione Friuli-Venezia Giulia, con l'obiettivo di costruire una piccola centrale nell'area in cui il 9 ottobre 1963 si verificò il disastro, che causò quasi 2mila morti e 1.300 dispersi. Attualmente l'iniziativa è all'esame degli uffici regionali. La nuova centrale sorgerebbe sul pendio a valle della diga lungo il torrente Vajont
Riaprire una centrale idroelettrica nella zona del Vajont. È questo il progetto presentato dalla società Welly Red di Belluno alla Regione Friuli-Venezia Giulia, con l'obiettivo di costruire una piccola centrale nell'area in cui il 9 ottobre 1963 si verificò il disastro, che causò la distruzione del centro abitato di Longarone provocando quasi 2mila morti e 1.300 dispersi. Attualmente l'iniziativa è all'esame degli uffici “valutazione ambientale, autorizzazioni e contributi” della Regione. La nuova centrale occuperebbe il pendio a valle della diga lungo il corso del torrente Vajont.
Il progetto sul torrente del Vajont
Il progetto ideato dalla società trae spunto da una precedente iniziativa del 1996 e mai realizzata. Secondo il piano di Welly Red, la captazione delle acque avverrebbe a 605 metri di quota, mentre l'energia verrebbe ricavata sfruttando un salto d'acqua di circa 120 metri. Il progetto prevederebbe anche la costruzione di una serie di vasche di raccolta delle acque, condotte e una centrale operativa. Nello specifico, la società di Belluno prevede di investire 12 milioni di euro e punta a produrre 13,3 milioni di kilowattora l'anno. Prima di arrivare alla realizzazione, è necessario che la Regione valuti la compatibilità ambientale del progetto.