Bimbo lasciato a piedi a Belluno, autista reintegrato al lavoro ma non guiderà più i bus

Cronaca

Lo stesso dipendente, finito il periodo di sospensione necessario per le indagini della società di trasporti, ha rifiutato lo spostamento in altra sede preferendo il cambio di ruolo. Il bambino di 11 anni non era stato fatto salire sul bus nella tratta Calalzo-Cortina perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro introdotto nel periodo delle Olimpiadi. L’autista alcuni giorni dopo l’accaduto era andato a scusarsi personalmente con la famiglia

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È stato reintegrato al lavoro ma non guiderà più i bus l’autista che lasciò a piedi un bambino di 11 anni a Belluno perché sprovvisto del biglietto corretto. L’uomo, dopo l’episodio accaduto il 27 gennaio, era stato sospeso per un periodo. Ora, dopo l'indagine svolta dalla dirigenza della società La Linea che ha un subappalto per Dolomiti Bus, l’autista può ricominciare a lavorare ma con una nuova occupazione: è stato lo stesso dipendente a declinare l'offerta di andare a svolgere lo stesso ruolo in un'altra sede, decidendo di rimanere nello stesso posto di lavoro ma con mansione differente. 

L’indagine

Come accertato dalle autorità, l’autista ha negato al bambino di salire sul bus nella tratta Calalzo-Cortina perché sprovvisto del nuovo biglietto di 10 euro emesso in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina. L’11enne, che aveva con sé solo i biglietti tradizionali sempre usati in precedenza e nessun contante per pagare il nuovo biglietto, aveva dovuto percorrere circa 6km a piedi sotto la neve, con temperature sotto lo zero e il buio imminente. "È arrivato a casa veramente molto molto infreddolito, bagnato parzialmente sulle gambe, e fino alle cosce, aveva le labbra blu, tremava. Una brutta esperienza", aveva raccontato la mamma a Sky TG24. L’autista di 61 anni, seguito durante l’indagine dai sindacati che si sono detti soddisfatti dell'esito della vicenda, giorni dopo la vicenda si era scusato personalmente con la famiglia del ragazzo incontrandoli personalmente.

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