Bimbo trapiantato con cuore danneggiato, medici: "Quadro grave ma stabile"

Cronaca

Le condizioni cliniche di Tommaso "si presentano stabili, in un quadro che permane di grave criticità", si legge nel bollettino. "Il Polo di Cardiochirurgia dell'Azienda dei Colli ha lavorato per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente. L'Heart Team si svolgerà nella giornata di mercoledì"

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Si continua a cercare in Italia e all'estero un cuore nuovo che possa salvare la vita al bimbo di due anni dopo il trapianto, il 23 dicembre scorso, di un organo danneggiato. Ma è una corsa contro il tempo, a causa della preoccupazione per le condizioni del piccolo, ormai gravemente compromesse. Il bimbo soffriva di una grave cardiopatia dilatativa ma fino a pochi mesi fa riusciva a condurre una vita normale. Dopo la prima operazione, si trova in coma farmacologico grazie a un macchinario Ecmo per la funzione cardiaca e polmonare extracorporea, ma le condizioni degli altri organi stanno progressivamente peggiorando. Oggi l'équipe multidisciplinare che affianca i cardiochirurghi è tornata a riunirsi per valutare la situazione.  "Le sue condizioni sono stazionarie", ha spiegato la mamma del bimbo dopo aver parlato con i medici al termine della loro riunione, conclusa confermando che oggi il piccolo sarebbe operabile in caso di disponibilità di un nuovo organo, ma precisando che domani, martedì 17 febbraio, verrà fatta una nuova valutazione. "L'unica cosa - ha aggiunto Patrizia - è questa. Per oggi rimane in lista. Viviamo una giornata davvero ansiosa ma c'è sempre una speranza. Domani vedremo".  

Medici: "Quadro grave criticità ma stabile"

Le condizioni cliniche di Tommaso "alle ore 19" di oggi "si presentano stabili, in un quadro che permane di grave criticità". E' quanto si legge nel bollettino diffuso dall'ospedale con il consenso della famiglia. "L'Heart Team, sulla base della decisione assunta dal medico responsabile, ritiene che il piccolo paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto - si legge nel bollettino, a conferma di quanto anticipato ai cronisti dalla madre - il paziente resta ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico - terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell'esclusivo interesse del paziente". 

"Mercoledì riunione con esperti da tutta Italia"

"Al fine di garantire la miglior cura possibile, si ribadisce che l'Azienda Ospedaliera dei Colli si è attivata sin da subito nel coinvolgere i maggiori specialisti in campo pediatrico, anche attraverso le professionalità dell'Ospedale Santobono Pausilipon. Come anticipato nei giorni scorsi, il Polo di Cardiochirurgia dell'Azienda dei Colli è in rete con le principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico e ha lavorato pur senza clamori per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente. L'Heart Team si svolgerà nella giornata di mercoledi' e sarà utile a valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto", si legge nel nuovo bollettino. 

Schillaci: "Bisogna capire cosa è successo"

Sul caso è intervenuto oggi anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci. "Ci vuole prudenza, dobbiamo aspettare i risultati", ha spiegato. "Abbiamo fiducia nella magistratura e nei carabinieri dei Nas. Gli ispettori del ministero faranno - come hanno sempre fatto in tante situazioni - il loro dovere. Poi trarremo le conclusioni. Per il momento, siamo vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo". Il ministro ha ribadito più volte la necessità di fare chiarezza: bisogna "capire cosa è successo per non far perdere la fiducia dei cittadini verso un atto di grande altruismo che è quello di donare", ha continuato. "I cittadini devono avere fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale. Il nostro è un sistema sanitario pubblico di elevata eccellenza anche in grado di gestire situazioni complesse e i cittadini non devono perdere la fiducia", ha proseguito ancora Schillaci, sottolineando che "la sanità pubblica italiana funziona, è una sanità di eccellenza con tanti professionisti che vi operano. Quindi, dobbiamo far sì che i cittadini continuino ad avere fiducia nella sanità pubblica e chi compie un atto così nobile come quello di donare un organo sappia che poi quell’organo verrà usato nel miglior modo possibile per donare vite, per salvare vite come è accaduto fino ad oggi".

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Legale della famiglia: "Chiederemo parere terzo"

L’avvocato della famiglia del bimbo, Francesco Petruzzi, ha sottolineanto: "Anche se il parere del Monaldi fosse negativo la volontà della madre è quella di andare avanti e chiedere un terzo parere". Poi ha aggiunto:"Un bambino di quell'età ha una reazione diversa rispetto a un trapianto dell'organo, mi è stato spiegato dai medici: quindi proprio per questo abbiamo chiesto una third opinion a degli organi internazionali. Attendiamo che il Monaldi mandi tutte le relazioni dell'equipe interdisciplinare per poter chiedere noi dei pareri terzi". Il legale ha richiesto un altro parere terzo, questa volta da centri specializzati in ritrapiantologia: "Abbiamo chiesto di avere una third opinion dai maggiori centri europei di Londra, Parigi, Berlino e anche a Utrecht in Olanda, che sono specializzati in ritrapiantologia e in ECMO di lunga durata – ha chiarito Petruzzi – proprio per andare a districare queste due posizioni nette e contraddistinte tra Bambino Gesù e Monaldi, per capire se ci sono altre possibilità". 

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Cosa è successo e su cosa si indaga

Intanto ieri sono emersi nuovi dettagli sull'inchiesta della procura di Napoli che vede indagati per lesioni colpose sei tra medici e paramedici. Il cuore destinato al piccolo è stato prelevato a Bolzano e ha viaggiato fino al Monaldi in un comune contenitore di plastica: se, come sembra, a bruciare l'organo fu l'uso di ghiaccio secco invece di quello normale, l'assenza di termometri o altri dispositivi di controllo nel box non avrebbe permesso di rilevare le temperature troppo basse (fino a -80 gradi) cui veniva sottoposto quel piccolo cuore. Fino all'impianto, avvenuto in un contesto ancora non chiaro di verifiche preventive sull'organo dopo il trasporto. Alle indagini del Nas di Napoli e di quello di Trento (per la parte della vicenda sviluppatasi a Bolzano) si aggiunge il lavoro degli ispettori inviati dal ministero della Salute e dalla Regione Campania. La Procura paetenopea oggi ha ascoltato, come persona informata dei fatti il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto. Il medico si è dimesso il 29 dicembre 2025, sei giorni dopo l'intervento di trapianto fallito a causa delle cattive condizioni dell'organo.

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