Cecchini di Sarajevo, 80enne interrogato dalla Procura Milano: "Ci andavo per lavoro"
CronacaGiuseppe Vegnaduzzo è accusato di aver ucciso civili inermi a Sarajevo nel periodo in cui la città era assediata dai serbo-bosniaci tra il 1992 e il 1995. L'indagine è condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Alessandro Gobbis. Intanto sono diversi i nomi finiti al vaglio delle indagini, sempre sulla base di testimonianze e segnalazioni
Giuseppe Vegnaduzzo è il nome di uno degli indagati per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti su cui sta lavorando la Procura di Milano nel quadro dell’inchiesta sui “cecchini del weekend”. Accusato di essere uno dei presunti sniper che pagavano per uccidere civili a Sarajevo durante l’assedio serbo-bosniaco, l’uomo che è stato sentito dagli inquirenti ha respinto ogni accusa, perché lui in “Bosnia ci andava sì, ma solo per lavoro” e i suoi racconti sarebbero stati ingigantiti dai testimoni.
Cosa è emerso dall'interrogatorio
L'interrogatorio dell'indagato è iniziato attorno alle 10, davanti ad inquirenti e investigatori. Nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltata anche la persona che avrebbe sentito l'80enne vantarsi della "caccia all'uomo" nella città dell'ex Jugoslavia. Questa persona avrebbe riportato il racconto di una donna che, a sua volta, lo ha riferito ad una cronista di una tv locale. Le testimonianze delle due donne sono tra gli elementi di prova. Tra le audizioni anche quella di Adriano Sofri, che all'epoca era inviato di guerra. Dalla sua deposizione sono emerse conferme relative all'esposto dello scrittore Gavazzeni, in particolare sulla figura dell'ex 007 dell'intelligence bosniaca, Edin Subasic, che ha riferito di aver avuto contatti all'epoca con il Sismi. Ha spiegato che l'ex servizio segreto italiano avrebbe avuto informazioni proprio dai servizi bosniaci, a inizio '94, sul fatto che i "tiratori turistici" partivano dalla città di Trieste. E che gli stessi servizi italiani avrebbero "interrotto" quei "safari", a cui prendevano parte persone di diversi Paesi, tanto che le indagini hanno un coordinamento anche internazionale. Alle trasferte verso la Bosnia avrebbero preso parte "tiratori turistici" italiani, così vengono chiamati negli atti, che coprono un'area che va dal Piemonte, alla Lombardia fino al Friuli, sull'asse Torino-Milano-Trieste. La Procura di Milano è stata la prima a mettere in campo gli accertamenti, ma ora c'è un coordinamento internazionale e si stanno muovendo anche autorità giudiziarie estere, tra cui quelle belga, francese e svizzera.
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Originario di Savorgnano - piccola frazione di San Vito al Tagliamento (Pordenone) - durante l’assedio di Sarajevo, Giuseppe Vegnaduzzo, lavorava come autotrasportatore per un’azienda metalmeccanica italiana e si recava spesso nei Balcani per lavoro. Secondo quanto emerso dalle indagini, pare fosse lo stesso a vantarsi dei suoi viaggi con i compaesani ma, al momento, non è chiaro se agisse in solitaria o facesse parte di un gruppo organizzato.