"Non potevo parlare né uscire con nessuno", ha raccontato alla stampa Nicole, che aveva avuto una relazione con il 20enne reo confesso del femminicidio di Zoe Trinchero. "Di punto in bianco diventava oppressivo, geloso. Quando perdeva la pazienza rompeva le cose. Una volta ha distrutto i vetri della sua stanza". Sotto choc la comunità di Montegrosso d'Asti
Si chiama Alex Manna, 20 anni, l'assassino di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni trovata morta ieri a Nizza Monferrato, nell'Astigiano, colpita ripetutamente al volto con pugni dal suo aggressore e uccisa. L'ennesimo femminicidio di questo 2026.
La giovane avrebbe tentato di urlare e di difendersi, ma sarebbe stata strangolata, senza riuscire a sottrarsi alla violenza. Secondo le prime ricostruzioni investigative, i due non avevano una relazione sentimentale e Manna - che ieri pomeriggio ha confessato il delitto - risulterebbe già legato a un'altra persona, circostanza che non gli avrebbe impedito di tentare un approccio anche con Zoe. Di fronte al rifiuto della ragazza, sarebbe scattata una reazione violenta culminata nell'aggressione mortale. Sul corpo della 17enne sono state rilevate percosse diffuse, lesioni nella zona del collo, tumefazioni al volto e ferite compatibili con un tentativo di difesa.
L'ex di Manna: "Con me era ossessivo e possessivo"
Dalle testimonianze degli amici di Zoe Trinchero, sta emergendo che Manna fosse controllante e ossessivo. C'è una chiamata non risposta, intorno alle 23.30 di venerdì sera, sul telefono di Nicole, la migliore amica di Zoe, che con Manna aveva avuto una relazione. "Non capita mai", ha raccontato al Corriere della sera, "ma sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Io e lei abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo". Nicole, a proposito di Manna, su Repubblica, ha aggiunto: "Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento e non l'ho mai più sentito da aprile dell'anno scorso. Non usciva più tanto spesso con il nostro gruppo, ma quando lui c'era io non andavo". Di lui racconta ancora: "Non ha un carattere facile e non è un tipo tranquillissimo. Con me era ossessivo e possessivo, non potevo parlare né uscire con nessuno. Una volta ha sferrato un violento pugno contro la finestra per un motivo banalissimo: aveva litigato con suo fratello". Secondo la ragazza "non è cattivo, però è un po' aggressivo". "Con me non ha mai alzato le mani, ma perde la pazienza facilmente. Di punto in bianco diventava oppressivo, geloso", ha raccontato ancora a La Stampa. "Quando perdeva la pazienza rompeva le cose. Una volta ha distrutto i vetri della sua stanza, prendendosela con gli oggetti".
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La sindaca: "Un ragazzo ombroso e taciturno"
Monica Masino, sindaca di Montegrosso d'Asti, fatica a trovare le parole per raccontare lo choc della comunità. "È cresciuto qui, con la mamma, il papà, i due fratelli e la sorella", ricorda parlando di Alex Manna. "Era un ragazzo ombroso, riservato e taciturno. Frequentava le compagnie di ragazzi del paese, ma restava spesso un po' in disparte. Nessuno può giustificare il suo gesto, ma non mi spiego come sia possibile che nessuno sia riuscito a intercettare il suo disagio", sottolinea la sindaca. "Sono mamma anch'io e non riesco nemmeno a immaginare quello che stanno provando in questo momento le madri coinvolte. Qui ci sono tre famiglie spezzate, e un'intera comunità che fatica a rialzarsi".