Ragazza di 17 anni uccisa nell'Astigiano, fermato un 20enne: ha confessato davanti al pm

Cronaca
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Il 20enne Alex Manna è stato fermato dai carabinieri per l’omicidio di Zoe Trinchero. Dopo un lungo interrogatorio, il giovane ha confessato ed è stato trasferito in carcere. La 17enne aveva trascorso la serata con gli amici in provincia di Asti, poi si era allontanata. A ritrovarla, a poca distanza da un distributore di benzina, sono stati gli amici

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La 17enne Zoe Trinchero (CHI ERA) è stata trovata morta nella notte di sabato 7 febbraio in un canale nell'Astigiano. Il corpo della giovane, individuato in un corso d’acqua, il Rio Nizza, a Nizza Monferrato, presentava percosse, lesioni nella zona del collo, tumefazioni al volto e ferite compatibili con un tentativo di difesa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Nizza Monferrato, i vigili del fuoco e il 118 che ha constatato il decesso.  La procura di Alessandria ha aperto un fascicolo per omicidio. Per l’omicidio, è stato fermato il 20enne Alex Manna. Dopo un lungo interrogatorio, il giovane ha confessato davanti al pubblico ministero della Procura di Alessandria ed è stato trasferito in carcere. La vittima, dopo il turno di lavoro al bar della stazione, aveva trascorso la serata con un gruppo di amici, per poi allontanarsi. A ritrovarla, in un punto a poca distanza da un distributore di benzina lungo la strada che da Nizza Monferrato conduce all’abitato di Incisa, sono stati proprio gli amici.

Le prime ipotesi investigative

Secondo le prime ricostruzioni investigative, Zoe Trinchero sarebbe stata aggredita e colpita al volto con pugni, avrebbe tentato di difendersi,  ma sarebbe stata infine strangolata. Dopo l'aggressione, Manna si sarebbe allontanato dal luogo del delitto per rientrare a casa e cambiarsi gli abiti, sporchi del sangue della vittima, prima di tornare dagli amici e cercare di attribuire la responsabilità dell'accaduto a una persona con problemi psichiatrici residente in città, nel tentativo di sviare l'attenzione degli inquirenti. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, all’origine dell’aggressione potrebbe esserci stato un rifiuto da parte di Zoe Trinchero. I due non avrebbero avuto una relazione sentimentale e il giovane risulterebbe già legato a un’altra persona.

Il fermato avrebbe tentato un depistaggio

Il giovane fermato sarebbe stato l'ultimo a vedere Zoe Trinchero prima della morte. Fin dalle prime ore delle indagini, i carabinieri hanno rilevato evidenti incongruenze nelle dichiarazioni dello stesso ragazzo, ascoltato in caserma, alla presenza del suo legale, dal pubblico ministero Giacomo Ferrando. 
"Siamo stati aggrediti". Sarebbe stata questa la versione fornita da Alex Manna. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Zoe e Alex avrebbero trascorso la serata a cena a casa di alcuni amici, per poi allontanarsi insieme. Poco dopo, lui avrebbe contattato gli stessi amici sostenendo che entrambi erano stati aggrediti da un uomo di origine nordafricana, noto in città per gravi problemi psichiatrici. Una ricostruzione ritenuta dagli inquirenti priva di fondamento, ma che ha contribuito ad alimentare tensioni e sospetti. In seguito al ritrovamento del corpo della ragazza, infatti, una trentina di giovani si era radunata in modo minaccioso sotto l'abitazione dell'uomo indicato come presunto aggressore. Era stato necessario l'intervento dei carabinieri per mettere in sicurezza la persona coinvolta ed evitare conseguenze più gravi. Tutti i partecipanti al raduno improvvisato sotto la sua casa saranno ora denunciati per i disordini provocati, mentre proseguono le indagini per chiarire definitivamente la dinamica dei fatti e accertare ogni responsabilità.

Amico su interrogato: “Se è stato lui deve essere impazzito”

I carabinieri hanno ascoltato in caserma numerose persone, tra le quali un amico della 17enne: il giovane potrebbe essere l'ultimo ad averla vista. "Sappiamo chi è la persona che stanno ascoltando i carabinieri. La conosciamo. Io non posso dire che è stato lui. Ma se è stato lui, per fare una roba del genere deve essere impazzito. In ogni caso spero che il colpevole sia trovato presto”,  ha dichiarato un giovane amico di Zoe Trinchero. Secondo il ragazzo, l'interrogato "non aveva alcuna relazione con Zoe”. A quanto gli risulta, "non ci aveva neanche provato". "D'altra parte lui è fidanzato”, ha aggiunto. 

Il ritrovamento

E' accaduto intorno alla mezzanotte, quando un residente della zona, affacciato dalla finestra, ha notato il cadavere parzialmente sommerso nel Rio Nizza, poco prima della confluenza con il torrente Belbo. Proprio in quell'istante sono arrivati anche gli amici della ragazza con i quali aveva passato la serata. I ragazzi sono scesi nel canale, hanno recuperato il corpo, lo hanno portato a riva, cercando disperatamente di salvare la loro amica, ma non c'è stato più nulla da fare. Secondo i primi accertamenti, la giovane non è morta per annegamento. Sul suo corpo sono state trovate numerose ecchimosi compatibili con una morte violenta. A breve sarà disposta l'autopsia della salma. Dopo il ritrovamento della vittima, un gruppo di residenti si è radunato sotto l'abitazione di un giovane che sarebbe in cura per problemi di natura psichiatrica, che è stato preso in consegna dai carabinieri per ragioni di sicurezza ma non risultano a suo carico provvedimenti giudiziari.

Lavorava nel bar della stazione della città Zoe Trinchero e ieri sera, dopo avere salutato il titolare dell'esercizio commerciale, era andata a cena con un gruppo di amici in casa di uno di loro per poi allontanarsi da sola. 

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I Carabinieri sul luogo dove una ragazza 17 anni è stata trovata morta a Nizza Monferrato. Torino 07 febbraio 2026 
Il corpo è stato trovato nel canale del rio Nizza ANSA/TINO ROMANO

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