Corteo Askatasuna, dimesso poliziotto. Arrestato presunto aggressore: 22enne incensurato

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Prima la manifestazione pacifica, poi (con l'arrivo del buio) l'inizio delle violenze. Sono state ore di guerriglia urbana sabato a Torino, durante il corteo per Askatasuna. Scontri con la polizia, roghi e un pestaggio - con calci, pugni e un martello - a un poliziotto di 29 anni, finito in ospedale e dimesso oggi con prognosi di 20 giorni. Oltre cento i feriti tra le forze dell'ordine. La premier Giorgia Meloni ha visitato due degli agenti in ospedale: "È tentato omicidio, i magistrati non esitino". Al momento sono tre gli arresti e ventiquattro le persone denunciate dalla Polizia di Stato: tra gli arrestati anche un ventiduenne, proveniente dalla provincia di Grosseto, per l'aggressione al poliziotto. Intanto, da quanto emerge, martedì si terrà l'informativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri: alle 14 alla Camera e alle 16 al Senato.

Quello che devi sapere

L'aggressione al poliziotto

Il corteo Askatasuna di sabato è stato segnato dal pestaggio di un poliziotto di 29 anni del reparto mobile di Padova. L'agente, di nome Alessandro, si trovava in servizio a Torino proprio per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, quando sono scoppiati gli scontri. È stato colpito a calci, pugni e colpi di martello. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo. L'agente è stato portato al Pronto soccorso chirurgico dell'ospedale Molinette: ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra. Nel pomeriggio di oggi, 1 febbraio, il poliziotto è stato dimesso: la prognosi è di 20 giorni. Anche il poliziotto che è intervenuto per difenderlo è rimasto ferito ed è stato ricoverato nello stesso ospedale: i due hanno diviso la stanza e anche il secondo agente è stato dimesso oggi, con una prognosi di 30 giorni.

 

Per approfondire: Torino, scontri al corteo per Askatasuna. Diversi feriti

Il pestaggio al poliziotto

Arrestato uno dei presunti aggressori del poliziotto

Uno dei presunti autori dell'aggressione al poliziotto, un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto, è stato arrestato con il meccanismo della flagranza differita. È accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato individuato attraverso l’analisi di alcuni filmati tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione. Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale, essendo stato ripreso in un'altra occasione mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine, e per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che oltre a cagionare lesioni al poliziotto lo ha anche privato dello scudo, dell’U-bot e della maschera antigas. Il 22enne fermato è incensurato e, da quanto emerso, con i conoscenti si definiva un anarchico. È originario del piccolo borgo di Montelaterone, sul monte Amiata, una frazione del Comune di Arcidosso (Grosseto), ma da tempo viveva altrove e tornava in estate nel suo paese di origine, dove ha lavorato come cameriere.

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Il racconto dell'agente aggredito

"Non so quanti fossero, ma erano in tanti. Mi sono trovato da solo tra gli incappucciati, sono finito per terra e ho perso il casco mentre mi prendevano a calci", ha raccontato a Repubblica l'agente aggredito a martellate. "Ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia". L'agente, stando a quanto riporta il quotidiano, ha ricevuto la telefonata del capo della polizia Vittorio Pisani, assieme al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

La solidarietà della politica

Bipartisan la solidarietà all'agente aggredito. "Ho appena parlato con il poliziotto aggredito a martellate durante gli scontri di Torino. Gli ho espresso la mia vicinanza insieme all'affetto e alla stima che, come tutti gli italiani, nutro nei confronti delle forze dell'ordine. Figli del popolo aggrediti da figli di papà", ha scritto il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani. Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, è intervenuto sulla vicenda: "Non ha ancora 30 anni. Fa il poliziotto, ha un figlio, serve il suo Paese. È stato picchiato da persone violente, cattive, ideologiche. Chi lo ha picchiato deve essere assicurato alle patrie galere per anni. E chi difende i violenti non merita alcuna comprensione. Solidarietà" all'agente ferito "e alla Polizia di Stato senza se e senza ma".

 

Per approfondireTorino, le immagini del poliziotto aggredito dagli antagonisti. VIDEO

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Meloni visita gli agenti feriti

A stretto giro, nella serata di ieri, 31 gennaio, è arrivata la condanna della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Il governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l'impunità. Ora è fondamentale che anche la magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende", ha detto la premier sui social, commentando le violenze al corteo per Askatasuna. "Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni", ha aggiunto. Meloni, nella mattinata dell'1 febbraio, si è anche recata a Torino per incontrare gli agenti e i militari coinvolti neli scontri. Ha fatto anche visita al poliziotto aggredito con il martello, mentre era ricoverato in ospedale.

Meloni: "È stato tentato omicidio"

"Questa mattina sono stata all'ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell'Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell'ordine coinvolti", ha scritto Meloni su X. "Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. 'Erano lì per farci fuori', ha detto un agente". E poi: "Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio", sottolinea Meloni, che ha pubblicato su X le foto dei due agenti.

I due agenti feriti
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Dove è cominciata la guerriglia?

Inizialmente al corteo - 15mila in strada secondo le forze dell'ordine, 50mila per gli organizzatori - si erano uniti sindacati di base, militanti di centri sociali (non solo dall'Italia), il movimento No Tav e anche il fumettista Zerocalcare. Gli antagonisti, nella lunga giornata torinese, hanno aspettato il buio per staccarsi dalla manifestazione pacifica e per cercare di sfondare i cordoni delle forze dell'ordine. È da lì è partita la guerriglia in punti diversi del quartiere Vanchiglia, dove il centro sociale aveva sede prima dello sgombero del 18 dicembre 2025.

Un momento degli scontri

Lo scontro con la polizia

Sono stati gruppi di autonomi e di anarchici a lanciare bottiglie, razzi da tubi di metallo artigianali, pietre, fumogeni. È accaduto dietro il campus universitario Einaudi, ma ancora prima in corso Regina Margherita 47, dove per quasi 30 anni Askatasuna ha avuto un piccolo palazzo. La polizia ha risposto con lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento: un faccia a faccia che ha superato l'ora e mezza. Fiamme sono state appiccate a cassonetti e anche a un blindato della polizia, spento dagli agenti stessi. In mezzo alle strade è stato lanciato tutto ciò che era a portata di mano, dalle sedie dei locali chiusi a pali stradali divelti.

Un momento degli scontri
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Dopo la guerriglia

Frammenti di marmo divelti da un giardino, bossoli di lacrimogeni, residui di fuochi artificiali, innumerevoli frammenti di vetro, carcasse di monopattini, sassi, segnali stradali scaraventati a terra, masserizie annerite dalle fiamme. Così si è presentato il tratto di corso Regina Margherita a Torino dopo gli scontri. Sul posto, una volta tornata la calma, sono giunte alcune squadre dei vigili del fuoco e almeno due ambulanze.

Il bilancio dei feriti

Sono oltre cento i feriti tra le forze dell'ordine negli scontri durante la manifestazione di Torino. Secondo quanto si apprende, sono rimasti feriti 96 poliziotti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri. Altri feriti, non conteggiati, sono andati al Giovanni Bosco e si tratta soprattutto di manifestanti.

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Mattarella telefona a Piantedosi

Il titolare del Viminale Matteo Piantedosi ha definito gli antagonisti "un pericolo per la democrazia". E davanti alle imagini di un poliziotto circondato e picchiato con spranghe e martelli, è intervenuto anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha telefonato a Piantedosi per esprimere solidarietà all'agente aggredito.

Crosetto: "Sono bande armate da combattere come le Brigate rosse"

"Oltre mille persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi", ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto su X. "Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire è, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come 'compagni che sbagliano'. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana".

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La Russa: "Esito violento era sicuro"

"Stento a credere che tra i partecipanti alla manifestazione di Torino ci fossero molte persone ignare dell'esito violento che, per colpa di una nutrita frangia, ci sarebbe stato di sicuro. I violenti, in questi casi, sono come i pesci che hanno bisogno dell'acqua e i partecipanti, volenti o non volenti, gliela forniscono. Alle Forze dell'ordine rinnovo la mia gratitudine e la mia vicinanza", afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa.

L'informativa

Il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana "si è immediatamente attivato per chiedere al governo una informativa sui fatti di Torino", ha fatto sapere in giornata Montecitorio. In serata, poi, è emerso che l'informativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino si terrà martedì: alle 14 alla Camera e alle 16 al Senato.

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La reazione della maggioranza

Dalla Lega a Forza Italia la maggioranza accusa la sinistra di legittimare certi comportamenti violenti. "Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c'è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge", tuona il vicepremier Matteo Salvini, che esprime "solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine". E aggiunge: "Avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza". La maggioranza, infatti, torna a spingere sul pacchetto sicurezza: "Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando", assicura Tajani. Piantedosi ha annunciato che il pacchetto sarà discusso la settimana prossima e si lavorerà per "proporre nuove norme". Secondo quanto si apprende, riprende forza il fermo di polizia preventivo di 12 ore per i soggetti noti pericolosi. Una misura che sarebbe ritenuta "fondamentale" dagli adetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni.

 

Per approfondire: Sulle prime pagine dell'1 febbraio le violenze al corteo per Askatasuna

La condanna del Pd

Duro anche il commento della segretaria del Pd Elly Schlein. "Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile", ha detto la leader dem, esprimento solidarietà alla polizia. "La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto", ha aggiunto. Poi è arrivato il commento anche di Avs: "Quella di oggi è stata una manifestazione di massa, con quasi 50mila persone in piazza a difesa degli spazi sociali e di Askatasuna nonostante il clima di tensione montato ad arte per settimane. Non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un'immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l'aggressione ai giornalisti della Rai". Questi fatti "non devono cancellare la risposta unica della cittadinanza e una grande giornata di partecipazione, con un corteo enorme che ha resistito a un contesto anomalo di militarizzazione di un intero quartiere e a un governo che progetta di distruggere tutti i luoghi di alterità che esistono e resistono in Italia, luoghi che possono diventare bene comune, trasformarsi ed essere parte di nuovi percorsi come stava avvenendo a Torino, ma che non si possono cancellare dalle nostre mappe culturali, solidali e sociali".

 

Per approfondireScontri di Torino, le reazioni del mondo politico. VIDEO

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Il sindaco visita l'agente ferito

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha fatto visita intorno alle 22 di ieri, 31 gennaio, al poliziotto aggredito e ferito durante gli scontri. Lo Russo è andato al Pronto soccorso dell'ospedale in cui è ricoverato l'agente per portare la sua solidarietà e quella della città di Torino. "Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città", ha detto Lo Russo. "Esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell'ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità. Esprimo inoltre sincera solidarietà e vicinanza agli operatori dell'informazione e agli appartenenti alle forze dell'ordine rimasti feriti nello svolgimento del loro lavoro", ha aggiunto.

La solidarietà dei carabinieri

Quanto visto a Torino è "un attacco a chi opera per la tutela dell'ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini, è un attacco allo Stato", ha affermato il comandante generale dell'Arma, generale di Corpo d'armata, Salvatore Luongo esprimendo la sua solidarietà e "di tutti i carabinieri" all'agente della polizia di Stato "ignobilmente aggredito durante i disordini di Torino".

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Il capo della polizia Pisani: "Grazie per la vostra dedizione"

"Care colleghe e cari colleghi, il servizio di ordine pubblico, affrontato e gestito nella giornata di ieri a Torino, in un contesto particolarmente complesso e difficile, ha ancora una volta messo in luce la Vostra dedizione nell'essere, con professionalità, equilibrio e rischio della propria incolumità, servitori del nostro Stato democratico". Lo si legge in una lettera inviata dal capo della polizia, Vittorio Pisani, agli agenti rimasti feriti nel corso degli scontri avvenuti a Torino. "Di questo, non smetterò mai di dirvi grazie. Grazie, perché il vostro impegno, silenzioso e costante, è garanzia per la tutela delle nostre Istituzioni democratiche e per la sicurezza delle nostre comunità", si legge ancora.

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