Sono previsti tre cortei, in partenza nel primo pomeriggio da luoghi diversi - Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova - per poi convergere in un’unica sfilata nei dintorni di piazza Vittorio Veneto. "Askatasuna vuol dire libertà - Torino è partigiana. Contro Governo, guerra e attacco agli spazi sociali", è il titolo della manifestazione indetta contro lo sgombero del centro sociale avvenuto il 18 dicembre scorso
A Torino, nel primo pomeriggio, è in programma la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna avvenuto il 18 dicembre scorso. Sono previsti tre cortei, che partono da luoghi diversi - Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova - per poi convergere in un’unica sfilata nei dintorni di piazza Vittorio Veneto. "Askatasuna vuol dire libertà - Torino è partigiana. Contro Governo, guerra e attacco agli spazi sociali", è il titolo della manifestazione. Potenziate le misure di sicurezza, anche alla luce del fatto che durante il corteo del 20 dicembre scorso c’erano stati scontri.
Il percorso
Alla vigilia della manifestazione, per esaminare la situazione e definire le misure, si è riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Donato Cafagna, alla presenza del questore e dei comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza. Durante la riunione è stato stabilito il percorso della manifestazione e le modalità di svolgimento. I cortei sono tre: partono uno da Porta Susa e uno da Porta Nuova, poi percorrono corso Vittorio Emanuele II verso il lungo Po, per ricongiungersi con il terzo gruppo proveniente da Palazzo Nuovo. Il corteo unico, quindi, attraversa il quartiere Vanchiglia e si conclude in zona Regio Parco, che è stata individuata dagli organizzatori come area di sosta dei pullman.
I tre cortei
I percorsi dei tre diversi spezzoni della manifestazione nazionale, quindi, dovrebbero confluire tutti in un unico corteo nei dintorni di piazza Vittorio Veneto, di fronte al fiume Po, evitando il cuore del centro cittadino. Nel dettaglio, al corteo principale - con partenza da piazza Carlo Felice, davanti a Porta Nuova - dovrebbero arrivare in forma non organizzata attivisti da Porta Susa. Da Porta Nuova, invece, in corteo i manifestanti si muoveranno su corso Vittorio Emanuele II fino a girare in corso Cairoli. Qui dovrebbe arrivare la terza parte di manifestanti, che da Palazzo Nuovo occupato è in programma passino in via Sant'Ottavio, via Po, piazza Vittorio Veneto, fino appunto a corso Cairoli. Tutti insieme, secondo il programma, dovrebbero continuare su lungo Po Diaz, ripassare a fianco di piazza Vittorio Veneto, poi su lungo Po Cadorna, in corso San Maurizio, in corso Regio Parco, per arrivare in corso Novara. Da qui una serie di bus dovrebbe riportare a casa una parte degli attivisti arrivati da fuori regione.
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Gli organizzatori: “Un corteo popolare variegato”
I manifestanti hanno ricevuto dalle autorità di pubblica sicurezza la prescrizione di rispettare i percorsi senza alcuna deviazione e di “adottare idonee misure per garantire il pacifico e regolare svolgimento della manifestazione in ogni momento”. Alla vigilia della manifestazione, durante la conferenza stampa di presentazione, il portavoce del centro sociale Askatasuna Michele Raffaele ha assicurato: “Sarà un corteo popolare variegato, partecipatissimo e siamo sicuri che sarà una bellissima giornata di comunità, di condivisione, di lotte e quant'altro, quindi l'invito che facciamo è di partecipare tutti e tutte perché in questo momento è molto importante essere in piazza e dimostrare ancora una volta che Torino è partigiana. Soprattutto alla luce di questi tempi di guerre, genocidi in corso". "Sicuramente è un momento in cui il dissenso viene represso. La gente scende nelle piazze di fronte a degli scempi che si vedono, soprattutto in questi tempi: stiamo parlando comunque di un genocidio in corso da due anni, della precarietà, di uno scempio e di una devastazione ambientale che vediamo e tocchiamo. La gente è stufa, vuole scendere in piazza e la risposta che le viene data è sempre quella della repressione", ha aggiunto.
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I divieti
La Prefettura ha fatto sapere che, “tenuto conto di quanto avvenuto in analoghe manifestazioni, durante le quali antagonisti hanno lanciato bottiglie molotov, bombe carta e materiale pirotecnico contro le forze dell'ordine, sono state adottate due ordinanze urgenti a tutela della sicurezza pubblica. La prima dispone il divieto di somministrazione da asporto e di detenzione di bevande in contenitori di vetro o alluminio o comunque atti all'offesa; la seconda vieta la detenzione di oggetti idonei all'occultamento del viso, nonché di fumogeni e materiale esplodente di qualsiasi natura”. Sono previste modifiche della viabilità e lungo il percorso il Comune ha disposto divieti di sosta, oltre ad aver provveduto alla rimozione dei cassonetti della spazzatura.