Un gruppo di manifestanti ha lanciato bombe carta, la polizia ha risposto con i lacrimogeni. Antagonisti in azione anche al Campus universitario. Meloni: “Colpito lo Stato, la magistratura faccia la sua parte”. Piantedosi: “Antagonisti violenti, un pericolo per la democrazia”. Condanna di Schlein e Conte. Agente aggredito, Mattarella sente Piantedosi: “Solidarietà”
Scontri a Torino, dove si è tenuta la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati dai manifestanti e lacrimogeni sono arrivati in risposta dalla polizia, stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada. I manifestanti hanno anche dato fuoco a un blindato della polizia, da cui gli agenti erano usciti. Sarebbero oltre 30 gli agenti feriti nel corso della giornata. I tafferugli sono iniziati dopo che una parte del corteo è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto. A volto coperto, erano presenti autonomi e gruppi di anarchici. Erano rimasti fermi prima a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell'ordine. La polizia ha iniziato poi ad avanzare sia con il personale che con un idrante verso questa parte del corteo, con l'intento di farla arretrare. I manifestanti hanno continuato nel frattempo a lanciare bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici, utilizzando dei tubi di metallo come mortai. Si trattava di manifestanti completamente coperti, testa e volto compresi, che rilanciavano anche i lacrimogeni che arrivano dalla polizia utilizzando scudi per ripararsi dall'acqua. I manifestanti hanno poi dato fuoco a una serie di cassonetti per cercare di avanzare verso quella che è stata la sede del centro sociale. Dai dehors dei bar, chiusi, sono state lanciate in strada sedie e tavoli, per sbarrare la strada alle forze dell'ordine. In qualche caso le fiamme sono state particolarmente alte, ma sono state tutte spente. I manifestanti nel frattempo si sono organizzati per continuare a lanciare razzi contro le forze dell'ordine da utensili artigianali. La polizia ha risposto continuando a lanciare lacrimogeni.
Gli scontri anche al Campus Einaudi
Un gruppo di antagonisti, oltre a quello entrato in corso Regina Margherita, si è staccato dal corteo principale per andare al Campus Einaudi, un campus universitario lungo il fiume Dora. I manifestanti hanno lanciato contro le forze dell'ordine dei fuochi d'artificio e la polizia ha risposto con lacrimogeni. Mentre infuriano gli scontri, la gran parte delle migliaia di persone che hanno sfilato nel pomeriggio si sono disperse, dopo avere seguito il percorso prestabilito. Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria Campus Einaudi è proseguito con lanci di oggetti, sedie e razzi contro la polizia, che ha effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. Gli attivisti sono arretrati di qualche decina di metri per poi ricominciare.
Circondato e ferito un agente di polizia durante gli scontri
Un agente di polizia di un reparto mobile è stato circondato e aggredito da un gruppo di antagonisti durante gli scontri vicino al Campus universitario Einaudi. In un video si vedono una decina di antagonisti che si avvicinano al poliziotto e lo colpiscono con calci, pugni e un martello, puntandogli contro anche una luce laser verde. Il poliziotto, a terra, perde il casco e cerca di allontanarsi coprendosi la testa con le mani. Poi viene soccorso da alcuni colleghi e gli antagonisti si allontanano. Il poliziotto non risulta in gravi condizioni ed è nel pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.
Mattarella sente Piantedosi: “Solidarietà ad agente aggredito”
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell'Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell'ordine che hanno subito violenze. "Le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l'urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare”, ha scritto su X il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: “La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo".
Meloni: “Colpito lo Stato, la magistratura faccia la sua parte”
"Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l'impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”, ha detto la premier Giorgia Meloni sui social, commentando le violenze al corteo per Askatasuna: "Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni".
Meloni: “A Torino non manifestanti ma nemici dello Stato”
"Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile”, ha detto la premier. “Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell'agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato. A farne le spese sono state le Forze dell'ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata".
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Lo Russo: “Ferma condanna per gravi disordini”
"Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città”, ha detto il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell'ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità. Esprimo inoltre sincera solidarietà e vicinanza agli operatori dell'informazione e agli appartenenti alle forze dell'ordine rimasti feriti nello svolgimento del loro lavoro". Il sindaco ha aggiunto che “quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell'antagonismo non può essere ridotto all'occupazione di uno specifico immobile. Le scene raccapriccianti viste confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell'ordine pubblico e della legalità. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell'interesse collettivo".
Piantedosi: “Antagonisti violenti, un pericolo per la democrazia”
"Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l'autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili”, ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Anche in questa occasione ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno 'compresi' ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta".
"Aggressione a troupe Rai durante il corteo"
La Rai condanna "con la massima fermezza la gravissima aggressione subita oggi a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmmaker, appartenenti alla troupe del programma "Far West", da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna". "I giornalisti - si legge in una nota della Rai - sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l'attrezzatura di lavoro. Un'azione violenta e organizzata, messa in atto con l'unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo. L'aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che "Far West" ha realizzato un'inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell'attenzione pubblica e istituzionale. Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione". La Rai esprime "piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati".
La condanna di Schlein e Conte
"Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell'Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un'aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. "Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell'ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”, ha detto il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte.
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I tre cortei
Nel pomeriggio tre cortei erano partiti da luoghi diversi - Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova - per poi convergere in un’unica sfilata nei dintorni di piazza Vittorio Veneto. I manifestanti erano circa 15mila, tra cui anche il fumettista Zerocalcare. Gli organizzatori parlano invece di 50mila presenze. "Askatasuna vuol dire libertà - Torino è partigiana. Contro Governo, guerra e attacco agli spazi sociali", era il titolo della manifestazione. Erano state potenziate le misure di sicurezza, anche alla luce del fatto che durante il corteo del 20 dicembre scorso c’erano già stati scontri. Nella zona di Porta Susa alcuni attivisti si sono inerpicati sulle transenne che avvolgono l'edificio della ex stazione ferroviaria e hanno srotolato lo striscione "Askatasuna vuol dire libertà". Dopo circa un'ora, lo spezzone di corteo partito da Porta Susa si è ricongiunto ai dimostranti in presidio davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. "Siamo 15mila" ha detto uno speaker, mentre l'intero corteo si è avviato verso il Po, per ricongiungersi anche con il terzo spezzone di attivisti, partiti da Palazzo Nuovo occupato.
Il percorso
Alla vigilia della manifestazione, per esaminare la situazione e definire le misure, si era riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Durante la riunione era stato stabilito il percorso della manifestazione e le modalità di svolgimento. Il corteo unico avrebbe dovuto attraversare il quartiere Vanchiglia e concludersi in zona Regio Parco, individuata dagli organizzatori come area di sosta dei pullman. I manifestanti hanno ricevuto dalle autorità di pubblica sicurezza la prescrizione di rispettare i percorsi senza alcuna deviazione e di “adottare idonee misure per garantire il pacifico e regolare svolgimento della manifestazione in ogni momento”.