Femminicidio Messina, convalidato fermo dell'ex compagno. Domani l'autopsia

Cronaca

Santino Bonfiglio, 67 anni, resta in carcere per l’omicidio di Daniela Zinnanti, 50enne uccisa il 9 marzo nella sua abitazione di Messina. L’uomo, già sottoposto a domiciliari per maltrattamenti denunciati dalla vittima, ha confessato di averla colpita durante un litigio, pur sostenendo di non avere avuto intenzione di ucciderla. Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia per chiarire dinamica, numero dei colpi e cause del decesso

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Il giudice per le indagini preliminari di Messina, Alessia Smedile, ha convalidato oggi il fermo di Santino Bonfiglio, confermando la custodia cautelare in carcere. L’uomo era già stato sottoposto a fermo per il femminicidio di Daniela Zinnanti, avvenuto il 9 marzo scorso nella sua abitazione di via Lombardia. Durante l’interrogatorio, Bonfiglio ha ribadito il racconto fornito agli investigatori: si era recato nell’appartamento della donna per un chiarimento legato a precedenti denunce, ma il litigio degenerato ha portato all’omicidio.

Il fermo e la successiva convalida

La gip ha stabilito il mantenimento in carcere dell’ex compagno della vittima, sottolineando la gravità dei fatti e il rischio di reiterazione del reato. Bonfiglio era ai domiciliari per maltrattamenti denunciati da Zinnanti nei mesi precedenti, ma non era dotato di braccialetto elettronico perché non disponibile, circostanza che ha reso impossibile un monitoraggio costante dei suoi spostamenti.

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Le indagini

Una telecamera posta al primo piano dello stabile ha ripreso Bonfiglio uscire dall’appartamento della donna con il coltello ancora in mano alle 22:25 del 9 marzo. Le registrazioni, acquisite dalla polizia e citate nell’ordinanza di custodia cautelare, mostrano chiaramente la dinamica dell’uscita e confermano che l’uomo sarebbe entrato nell’abitazione attraverso una finestra, come ha raccontato durante l’interrogatorio. Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia sul corpo della donna per chiarire dinamica, numero dei colpi e cause del decesso. 

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Le denunce precedenti per maltrattamenti

La donna aveva precedentemente denunciato episodi di maltrattamenti, e Bonfiglio era stato sottoposto a domiciliari. La vicenda riapre il dibattito sui sistemi di prevenzione per chi subisce violenze domestiche e sull’efficacia dei controlli su soggetti già noti alle autorità. Il caso evidenzia anche le criticità nell’assegnazione tempestiva dei dispositivi di monitoraggio elettronico, come il braccialetto, e i rischi che possono derivare da ritardi nell’applicazione delle misure cautelari.

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