Quasi il 95% dei comuni italiani si trova in una zona a rischio per frane o alluvioni e milioni di persone abitano in aree pericolose. Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Liguria sono le regioni più a rischio ma gli avvenimenti recenti dimostrano che tutta la Penisola è vulnerabile: il comune di Niscemi, in Sicilia, dove una frana ha portato via abitazioni e strade, da almeno quattro anni era indicato come "sito di attenzione"
Continua a crescere il numero di alluvioni e frane che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio l’Italia. A riaccendere i riflettori sul tema è la città siciliana di Niscemi, dove il maltempo ha portato al distaccamento di parti della collina sulla quale si erge il centro urbano, portando con sé abitazioni e strade. Ma Niscemi non è l’unico comune a rischio nel nostro Paese, dove l’urbanizzazione ha portato migliaia di abitanti a vivere in zone a forte rischio idrogeologico. Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Liguria sono le regioni maggiormente a rischio ma tutta Italia si trova nel mezzo di quello che viene definito “hot spot mediterraneo”, una zona particolarmente soggetta alle conseguenze del cambiamento climatico.
La mappa
Quasi il 95% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o valanghe. Oltre un milione di persone vive in zone a rischio frane e 6,8 milioni in zone a rischio alluvioni. I dati forniti dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel 2024, per quanto non aggiornati agli ultimi eventi recenti, forniscono un quadro abbastanza accurato nella situazione in Italia. Come si vede dalla mappa (disponibile per la consultazione sul sito dell’Ispra), le tonalità più scure di rosso (colore relativo alla pericolosità frane) e quelle più scure di blu (colore relativo alla pericolosità alluvioni), riempiono la gran parte della mappa della Penisola. Stando ai dati dell’Istituto, il maggior numero di famiglie a rischio frana elevata (P3) o molto elevata (P4) si trovano in Campania, Toscana, Liguria e Sicilia. Guardando nel dettaglio le regioni indicate, si nota come le province maggiormente vulnerabili (con oltre 30mila famiglie a rischio) sono Napoli, Salerno e Genova.
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I numeri
A riportare alcuni dati che confermano la gravità della situazione in Italia è il deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. “Sul territorio nazionale sono censite oltre 636 mila frane e circa il 28% presenta una dinamica rapida e ad alto potenziale distruttivo. Le aree a pericolosità elevata e molto elevata - sottolinea Bonelli - coprono oggi il 9,5% del territorio nazionale, in aumento anche per effetto della crisi climatica e del consumo di suolo, cresciuto dal 2,7% degli anni Cinquanta al 7,16% del 2023”. Nelle aree più pericolose, come riferito dal deputato, “vivono 1,28 milioni di persone, con 582 mila famiglie, 742 mila edifici, 75 mila imprese e 14mila beni culturali esposti”.
Approfondimento
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Il caso Niscemi
A Niscemi, comune in provincia di Caltanissetta, nell’entroterra siciliano, la frana è iniziata il 25 gennaio. La collina sulla quale si trova il paese continua a crollare portando con sé strade, auto e case. Le operazioni di prevenzione dovute all’ondata di maltempo hanno permesso che non si registrasse alcun ferito o morto. Le indagini sull’accaduto hanno fatto emergere come la zona già da anni fosse segnalata come ad elevato rischio senza che però venissero presi provvedimenti. Nelle mappe della protezione civile regionale, l'ultima aggiornata quattro anni fa, l’area era indicata come a rischio elevato e segnalata come "sito di attenzione" per il rischio idrogeologico. Inoltre, dal 2007 a Niscemi vige il vincolo geologico R4 che indica una area di rischio molto elevato e che prevede divieto assoluto di costruzione.