Scuola, polemiche sul questionario di Azione Studentesca per schedare i prof: le domande

Cronaca

L’iniziativa di Azione Studentesca, organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia, ha fatto sollevare l’opposizione, in particolar modo in merito al capitolo di domande legate alla politicizzazione delle scuole. Manifesti e volantini sono stati diffusi davanti agli ingressi di alcune scuole. “Si tratta di un'iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti. Non si tratterebbe di una ‘schedatura’ o di liste di ‘proscrizione’", fanno sapere dal ministero dell’Istruzione

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È polemica tra governo e opposizioni dopo la diffusione nelle scuole di un questionario per segnalare i casi di politicizzazione ad opera di docenti di sinistra. L’iniziativa è di Azione Studentesca, organizzazione giovanile legata a Fratelli d'Italia che, attraverso manifesti e volantini, ha sottoposto a studentesse e studenti una serie di domande. Da una parte ci sono le opposizioni che accusano l’organizzazione vicina al partito al governo di promuovere una “schedatura” dei docenti di sinistra, come fosse una “lista di proscrizione”; dall’altra Fratelli d’Italia che denuncia invece il tentativo del Pd di censurare le opinioni degli studenti. 

Le domande

Nel questionario sono presenti diversi sottogruppi di domande con lo scopo dichiarato di fornire un "rapporto nazionale sulla situazione della scuola italiana". In primo luogo, viene chiesto di indicare alcuni dati personali come nome, cognome, città, istituto e classe di appartenenza. Poi iniziano le domande: “Quali sono le condizioni dal punto di vista strutturale della tua scuola?”. Le opzioni di risposta sono “ottime”, “buone” o “pessime”. La domanda successiva chiede: "Quali sono le principali problematiche?", elencando tra le opzioni di risposta: "Edificio degradato, riscaldamento, muffe/infiltrazioni d'acqua o altro". Arriva poi il capitolo “Politicizzazione delle aule”, ovvero quello che ha sollevato il polverone di polemiche. La domanda del form è: "Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?". In caso di risposta positiva (senza tuttavia indicare alcun nome), la domanda successiva è: "Descrivere uno dei casi più eclatanti". Infine, c'è il capitolo gite. Il form chiede agli studenti se andranno in gita a fine anno e, in caso di risposta negativa, per quali motivo. Ad esempio: "Non ci siamo organizzati fra studenti; i professori non sono disponibili ad accompagnarci; la scuola ha bloccato le gite; o altro".

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Ministero Istruzione: “Iniziativa autonoma, scuola resti luogo di confronto”

Dopo l’iniziativa di Azione Studentesca, la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi ha scritto al Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara per chiedere "una chiara e pubblica presa di posizione". Per Fracassi il questionario "configura una forma di schedatura o stesura di una lista di proscrizione basata su presunte o reali opinioni politiche e rappresenta una grave violazione dei principi democratici che fondano il sistema educativo pubblico, oltre a costituire un attacco all'autonomia e alla libertà della comunità educante". In risposta, il ministero dell'Istruzione e del Merito ha fatto sapere di aver avviato accertamenti. "Da quanto risulta al momento si tratta di un'iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo”, ha affermato la sottosegretaria all'Istruzione, Paola Frassinetti. “Non si tratterebbe di una ‘schedatura’ o di liste di ‘proscrizione’, stante l'anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola - ha sottolineato Frassinetti - deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso".

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