Maturità 2026, quando escono le materie della seconda prova e dell'esame orale

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Manca sempre meno all’esame di Maturità: già fissate le date sia della prima prova, prevista per il 18 giugno, che della seconda, in programma per il giorno seguente. Da stabilire, invece, le materie della seconda prova e dell’orale: a farlo sarà il Ministero dell'Istruzione e del Merito. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

La scadenza

Per stabilire date e materie per la Maturità è previsto che il Ministero dell’Istruzione e del Merito emani ogni anno, entro il mese di gennaio, un apposito decreto con cui definisce gli elementi centrali dell’esame:

  • la disciplina della seconda prova scritta;
  • l’eventuale introduzione di una terza prova per determinati indirizzi; 
  • le quattro materie su cui verterà il colloquio orale e le relative modalità di svolgimento. 

In base a queste disposizioni, entro il 31 gennaio 2026 gli studenti avranno quindi comunicazione ufficiale sia della materia del secondo scritto sia delle discipline oggetto dell’orale. Per quanto riguarda invece gli istituti professionali, restano valide le regole particolari già previste dalla normativa in vigore.

 

Per approfondire: Maturità, Valditara: "Cambia l’orale: quattro materie note a gennaio". Tutte le novità

Cosa c’è nel decreto

Il decreto emanato dal Ministero ogni anno a gennaio non si limita a fissare la disciplina della seconda prova scritta, che varia in base all’indirizzo di studio, ma delinea anche l’architettura complessiva del colloquio orale. Con questo provvedimento vengono infatti individuate le quattro materie che costituiranno il perimetro disciplinare dell’orale, il quale non sarà più costruito sull’intero programma dell’ultimo anno, ma su un insieme di discipline definito a livello nazionale. Si sa già che una delle materie dell'Esame di Stato è per forza l’italiano, poiché la prima prova scritta è obbligatoria per tutti e deve essere coperta da un componente della commissione. Nei percorsi di studio caratterizzati da una sola materia, invece, la disciplina della seconda prova risulta di fatto già predeterminata.

 

Per approfondire: Maturità, dalla prova orale all'elaborato di cittadinanza attiva: cosa cambia dal 2026

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La Maturità torna centrale

L’anno scolastico 2025/2026 vede il debutto di una “nuova” Maturità, profondamente rivista nelle sue finalità. La nuova prova, spiega il ministero sul suo sito, non si limita a certificare il bagaglio di conoscenze disciplinari, ma valuta anche abilità operative, competenze specifiche di indirizzo e il livello di crescita personale degli studenti. L’attenzione si estende all’autonomia, al senso di responsabilità e alla capacità di organizzare il proprio apprendimento. Vengono inoltre presi in considerazione la partecipazione alle attività formative esterne, lo sviluppo delle competenze digitali, il percorso di educazione civica e ogni esperienza coerente con l’iter scolastico seguito. In questa prospettiva complessiva, il Curriculum dello studente assume un ruolo strategico all’interno del colloquio orale, diventando uno strumento di valorizzazione dell’intero percorso formativo. Un peso rilevante è attribuito anche alle esperienze di formazione scuola-lavoro, considerate prova concreta dell’impegno in attività coerenti con l’indirizzo di studi.

Una Maturità orientata verso le scelte future

Il nuovo esame, spiega ancora il Mim, non rappresenta soltanto un traguardo formale, ma diventa anche uno strumento di orientamento. Serve ad accompagnare lo studente nella fase decisionale successiva al diploma, aiutandolo a comprendere se proseguire con l’università, con i percorsi AFAM o negli ITS Academy, oppure se intraprendere direttamente un cammino professionale. 

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Condizioni di validità dell’esame

L’esame di Stato è riconosciuto come valido esclusivamente se il candidato partecipa regolarmente a tutte le prove previste dal calendario ministeriale. L’assenza anche a una sola di esse compromette la legittimità dell’intero percorso valutativo.

L’orale cambia volto

Cambia volto anche l’orale: nella nuova Maturità - spiega il Mim - il colloquio ha lo scopo di accertare non solo l’apprendimento disciplinare, ma anche la capacità di collegare saperi diversi, argomentare in modo autonomo e critico e dimostrare maturità personale. Si tiene conto dell’impegno dimostrato durante l’intero percorso scolastico, delle attività coerenti con il piano di studi e delle iniziative particolarmente meritevoli, in un’ottica di crescita integrale dello studente.

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Nuova struttura delle commissioni d’esame

La riforma introduce una composizione rinnovata delle commissioni: una commissione ogni due classi, formata da cinque membri complessivi. Sono previsti:

  • un presidente esterno;
  • due commissari esterni;
  • due commissari interni.

È inoltre istituito un percorso di formazione specifica per i commissari, con l’obiettivo di rendere più omogenee e trasparenti le procedure valutative.

Dai PCTO alla “formazione scuola-lavoro”

I percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento cambiano nome e diventano ufficialmente “formazione scuola-lavoro”. La nuova etichetta intende sottolineare il legame strutturale tra l’istruzione scolastica e il sistema produttivo. Queste esperienze contribuiscono allo sviluppo delle competenze trasversali e rafforzano la funzione orientativa dell’esame, aiutando gli studenti a maturare scelte più consapevoli per il dopo-diploma.

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Valutazione finale e punti integrativi

Gli studenti che raggiungono almeno 90 punti complessivi, sommando credito scolastico e risultati delle prove d’esame, possono ottenere un’integrazione del punteggio. La commissione ha la facoltà di attribuire fino a un massimo di tre punti aggiuntivi, premiando i profili più meritevoli sotto il profilo didattico e personale.

 

Su Insider: Dentro la maturità, gli studenti: "Vogliamo essere ascoltati"

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