Il giovane romano è ora ricoverato nel Centro ustioni dell'ospedale Niguarda di Milano dopo essere uscito dalla terapia intensiva ed essere stato estubato. Il primo pensiero è andato ai suoi compagni: "Dove sono i miei amici?". Tra loro c'era anche Riccardo Minghetti, tra le sei vittime italiane della strage
Manfredi Marcucci, uno dei ragazzi rimasti coinvolti nel tragico rogo al disco-pub Le Constellation di Crans-Montana durante la notte di Capodanno, è uscito dal coma farmacologico in cui ha trascorso le prime due settimane del 2026. Il 16enne romano è ora ricoverato nel Centro ustioni dell'ospedale Niguarda di Milano dopo essere uscito dalla terapia intensiva ed essere stato estubato. Il suo primo pensiero è andato ai compagni: "Dove sono i miei amici?". Tra loro c'era anche Riccardo Minghetti, tra le sei vittime italiane della strage. Ma Manfredi ancora non sa cos'è accaduto ai ragazzi che erano con lui al Le Constellation quella notte e per il momento non ne sarà messo a conoscenza.
Il dialogo con i genitori e la richiesta: "Posso andare in gita?"
Dopo essere uscito dalla terapia intensiva, i genitori hanno potuto finalmente parlare con Manfredi, con la bocca appoggiata all'orecchio, e ascoltare le sue risposte date con un filo di voce. Ma tanto è bastato a papà Umberto per dire di riuscire a "intravedere" una luce in fondo al tunnel". Il ragazzo, che frequenta il liceo Chateaubriand di Roma, si è ricordato che proprio in questi giorni i suoi compagni che seguono i corsi di italiano sarebbero stati in gita a Milano per visitare i luoghi di Alessandro Manzoni. "Posso andare con loro?", ha chiesto ai genitori. La risposta è stata ovviamente negativa, così come non è stato possibile per gli studenti fargli visitama i ragazzi hanno potuto incotrare la famiglia dell'amico per dare il loro supporto e consegnare messaggi. Il 16enne resterà al Niguarda ancora per altri giorni: ha molti dolori e si sta sottoponendo ad altre cure. I suoi genitori, così come i parenti degli altri feriti, dovranno continuare a indossare la mascherina perché il giovane ha la gola e i polmoni danneggiati.
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Jessica Maric ai magistrati: "Mio marito ha avuto un'infanzia diffcile"
Intanto, Jessica Maric, moglie di Jacques Moretti, ai magistrati di Sion durante l'interrogatorio in qualità di indagata - con il coniuge - per il rogo del Constellation ha detto che il marito avrebbe avuto "un'infanzia caotica". ”È finito per strada all'età di 14 anni. Ha conosciuto la fame. Quando ci siamo incontrati, abbiamo desiderato fin da subito la stabilità" Allprocuratrice Catherine Seppey, che ha contestato ai Moretti il pericolo di fuga, anche considerata la loro "abitudine di cambiare regolarmente luogo di vita", la donna ha spiegato: "Ci siamo conosciuti nell'estate del 2012" - si legge nel verbale - "e sposati il primo giugno 2013. È proprio in questa ricerca di stabilità che abbiamo scelto di stabilirci a Crans-Montana, così come di fondare qui la nostra famiglia".
Procura Sion: "Cauzione da 200mila franchi adeguata"
"Considerando che l'imputato non dispone attualmente di alcun reddito, che lui e la moglie possiedono beni immobili gravati da ipoteche e veicoli in leasing, l'importo di 200mila ranchi appare adeguato". Così la procuratrice generale aggiunta del Vallese Catherine Seppey ha giustificato la richiesta della cauzione per Moretti,, indagato per il rogo di Capodanno e attualmente agli arresti nel carcere di Sion. Nella richiesta di arresto della procura - su cui si deve ancora esprimere il tribunale - vengono indicate come misure alternative, insieme alla cauzione, anche il braccialetto elettronico, l'obbligo di firma e la consegna dei documenti di indentità e della patente. Misure analoghe a quelle cui è sottoposta la moglie. "Per quanto riguarda l'entità dell'importo della cauzione richiesta, essa deve essere sufficientemente elevata da dissuadere l'imputato dal darsi alla fuga", precisa la magistrata. Secondo la procura "l'imputato presenta un rischio concreto di fuggire dalla Svizzera per sottrarsi alla procedura e alla sanzione prevedibile, poiché, allo stato attuale, non sembra avere alcuno sbocco per il futuro nel Canton Vallese".