Caos all'ospedale San Raffaele, la Procura di Milano apre inchiesta conoscitiva

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L’inchiesta, al momento, è senza titolo di reato né indagati ed è stata avviata dopo la trasmissione delle relazioni da parte del Nas e della Squadra Mobile. L’obiettivo è fare luce sul caos che si è verificato tra il 5 e il 7 dicembre scorsi nel padiglione di cure intensive e sull'affidamento del servizio infermieristico a una cooperativa esterna, che si sarebbe dimostrata non all'altezza con rischi per i pazienti

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La Procura di Milano ha aperto una inchiesta conoscitiva sul caos che si è verificato tra il 5 e il 7 dicembre scorsi nel padiglione di cure intensive dell’ospedale San Raffaele. L’inchiesta, al momento, è senza titolo di reato né indagati ed è stata avviata dopo la trasmissione delle relazioni da parte del Nas e della Squadra Mobile. Dopo quanto successo, Francesco Galli - amministratore unico dell'ospedale milanese - si è dimesso anticipando la mossa del Cda del Gruppo San Donato SpA. Al suo posto è stato nominato Marco Centenari.

L’inchiesta

La Procura di Milano ha quindi aperto un fascicolo modello 45, registro degli atti non costituenti notizia di reato, dopo la serie di criticità organizzative nel reparto cure intensive del San Raffaele, il cosiddetto Iceberg, emerse durante il fine settimana di Sant'Ambrogio. L'indagine è stata assegnata al pm Paolo Filippini, del dipartimento guidato dall'aggiunta Tiziana Siciliano. Il fascicolo ha l’obiettivo di far luce su quanto accaduto dopo l'affidamento del servizio infermieristico nell'Iceberg a una cooperativa esterna, che si sarebbe dimostrata non all'altezza con rischi per i pazienti. Il sistema, secondo alcuni, sarebbe andato in tilt proprio per la presunta inesperienza del personale infermieristico assunto dalla cooperativa. Secondo l'Agi, che cita fonti sindacali, intanto nel padiglione dell'Iceberg sono state divise la zona dell'Admission Room e quella di Medicina ad alta intensità, affidando una parte alla cooperativa e un'altra a personale interno.

Le verifiche

L’indagine è stata avviata dopo le prime verifiche da parte dei carabinieri del Nas. La loro relazione, arrivata oggi in Procura insieme a quella della Squadra mobile, si affiancherà alla documentazione dell'Ispettorato del lavoro. A sollevare il caso erano stati i sindacati, con una denuncia a firma della coordinatrice della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell'ospedale. Nel documento si segnalava "il grave pericolo in cui si trovano i pazienti ricoverati" nella struttura e si allegavano una serie di email intercorse tra i medici del reparto di Medicina alta intensità, Admission room e cure intensive e la direzione sanitaria.

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