
"Bisogna accertare attività abusiva svolta sul sistema informatico" fa sapere il legale della Ong
Il team legale della Ong Mediterranea Saving Humans, rappresentato dagli avvocati Fabio Lanfranca e Serena Romano, sta depositando un esposto al centro di sicurezza cibernetica della polizia di Stato di Palermo per chiedere agli inquirenti di accertare cosa sia successo e chi ha ordinato lo spionaggio del telefono del fondatore della Ong, Luca Casarini, da parte dello spyware Graphite, messo a punto dalla società israeliana Paragon Solutions. "Chiediamo di accertare che tipo di attività sia stata svolta", ha spiegato l'avvocato Serena Romano.
Gozi: "Scenario inquietante"
"Ancora una volta emergono rivelazioni allarmanti su gravi violazioni della privacy e dei diritti fondamentali in Europa. Inchieste giornalistiche hanno svelato che giornalisti e rappresentanti della società civile, critici nei confronti dei loro governi, sono stati oggetto di sorveglianza attraverso lo spyware Paragon. Almeno 90 persone, di cui conosciamo il nome e cognome soltanto di tre, sono state spiate in tutta Europa, con casi confermati in tredici Stati membri. Un attacco inaccettabile alla libertà di stampa, alla riservatezza delle comunicazioni e ai principi dello Stato di diritto nell'Ue. Di fronte a uno scenario così inquietante, è dovere delle istituzioni europee agire con determinazione. Per questo, ho presentato un'interrogazione alla Commissione europea per chiedere se era a conoscenza di questa violazione e se ha avviato un'indagine per identificare i responsabili e le motivazioni di questa sorveglianza massiva". Lo afferma l'eurodeputato Sandro Gozi, segretario generale del Partito democratico europeo e membro della presidenza di Renew Europe. "La libertà di informazione e la tutela della privacy - prosegue - non possono essere messe in discussione. L'Unione europea deve passare dalle parole ai fatti per fermare queste pratiche inaccettabili e assicurare che simili violazioni non si ripetano mai più".
