Da 10 anni impegnata come dirigente scolastico nell'istituto "Giovanni Falcone" nel quartiere Zen di Palermo, aveva ricevuto l'onorificenza del Quirinale nel 2020 per il suo impegno durante la fase più drammatica della pandemia di Covid. Oggi è stata arrestata dai carabinieri nell'ambito di una indagine coordinata dai pm della Procura Europea Gery Ferarra e Amelia Luise con le accuse di peculato e corruzione
Peculato e corruzione: è questa l'ipotesi di reato per cui i carabinieri hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della preside Daniela Lo Verde, dell'istituto compressivo "Giovanni Falcone", allo Zen di Palermo, cavaliere al merito della Repubblica. Assieme a lei sono indagati il vicepreside Daniele Agosta e una dipendente della società informatica R-Store, Alessandra Conigliaro. Secondo l'indagine coordinata dai pm della Procura Europea Gery Ferarra e Amelia Luise, Lo Verde si sarebbe appropriata, con la complicità di Agosta, di cibo per la mensa dell'istituto scolastico, computer, tablet e iphone destinati agli alunni e acquistati con i finanziamenti europei (LE ULTIME NEWS SULLE INDAGINI).
Il suo lavoro nel quartiere Zen di Palermo
Lo Verde, a cui piaceva definirsi “preside di frontiera”, aiutò anche le famiglie in difficoltà del quartiere Zen mettendo a disposizione il conto corrente della scuola per distribuire buoni spesa da 50 euro. Nel corso dei suoi 10 anni da dirigente scolastico si era particolarmente distinta per aver chiesto aiuto alla società civile e alla politica per migliorare le condizioni del quartiere, in particolare per far fronte alla malavita e ai tanti atti vandalici che hanno colpito sempre pronta a difendere la sua scuola contro i (tantissimi) atti vandalici che l'istituto compressivo "Giovanni Falcone" ha subito negli anni.