Nuova frana sulla Marmolada, crollo a Cima Uomo: escluso coinvolgimento di escursionisti

Cronaca
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Si è verificata sul versante che si rivolge verso la Valle di Fassa. Subito, secondo quanto riferito dalla Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, è stato attivato un sopralluogo aereo con gli esperti del Servizio geologico

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Una nuova frana di grosse dimensioni si è verificata sulla Marmolada, a Cima Uomo in val San Nicolò, a 3.010 metri di quota. Si è staccata questo pomeriggio sul versante che si rivolge verso la Valle di Fassa. Subito, secondo quanto riferito dalla Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, è stato attivato un sopralluogo aereo con gli esperti del Servizio geologico. Intanto, in base a quanto appreso dall’Ansa, è stata esclusa la presenza di escursionisti rimasti coinvolti dalla frana.

Le procedure di verifica

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Gli esperti, non appena accertato l’evento, hanno attivato le procedure di verifica con l'allerta in prima battuta delle squadre del Soccorso alpino. In supporto sono stati coinvolti anche i vigili del fuoco volontari ed il Saf. Dalle prime rilevazioni è emerso come la frana abbia un volume compreso tra i 100 ed i 200 metri cubi. Il materiale crollato, secondo quanto appreso, non ha interessato sentieri particolarmente frequentati, che si trovano più a nord e salgono verso la cresta che porta in Val Contrin. 

Situazione non problematica dal punto di vista geologico

Nell’ambito delle verifiche, come detto, sono stati coinvolti esperti del Servizio geologico della Provincia autonoma di Trento che hanno sorvolato in elicottero la zona della frana su Cima Uomo. E' stato riscontrato come ci sia ancora roccia fratturata: per questo motivo sarà interdetto con un'ordinanza il passaggio nelle immediate vicinanze. La situazione, secondo quanto riferito dagli esperti, non è particolarmente problematica dal punto di vista geologico, anche se sono possibili altri crolli nei prossimi giorni.

Le possibili cause

Sono ancora difficili da stabilire le cause della frana, considerando che non ci sono stati recenti sbalzi di temperature. E che anche la fascia sopra i 2.800 metri, di solito quella in cui le rocce sono soggette a severe escursioni termiche, è stata condizionata dal caldo estivo delle ultime settimane. È normale, secondo un esperto del Servizio geologico della Provincia, che le fratture tendano ad allargarsi e raccogliere materiale. Si tratta, ha proseguito, della tipica evoluzione delle Dolomiti, che si sono formate proprio attraverso questi processi, magari più frequenti negli ultimi periodi, ma che geologicamente e storicamente sono sempre esistiti. 

La frana su Cima Uomo
La frana su Cima Uomo - ©Ansa

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