Entrambi cambiano sesso e ora pensano al matrimonio a Recanati

Cronaca
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Nei giorni scorsi hanno ottenuto i documenti rettificati. Finalmente Maura Nardi ed Emanuele Loati, volendo, possono sposarsi

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Una volta Maura Nardi, 40 anni, impiegata presso il Palazzo Municipale del Comune di Recanati, conosciuta anche per essere una delle voci storiche dell'emittente radiofonica, era un lui. Mentre il compagno, Emanuele Loati, conosciuto tre anni prima, era una lei. E a Recanati adesso potrebbe verificarsi anche il primo matrimonio tra persone che hanno cambiato sesso. "Perché no? Siamo una coppia e stiamo pensando alla nostra unione e al nostro futuro - ha dichiarato Maura a Radio Erre -. Ora è tutto più semplice e possiamo cominciare a progettarlo. Per noi è una cosa naturale, ma siamo consapevoli che molti non la pensano così. Ecco perché questi eventi hanno sempre una certa risonanza. Tuttavia ci auguriamo di aver lanciato in questi anni dei messaggi di positività attraverso la nostra quotidianità: lavoriamo, progettiamo, costruiamo e ci amiamo come fanno tutte le coppie di questo mondo, con i nostri pregi e i nostri difetti. L’augurio è quello di aver spazzato via un po’ di quei pregiudizi, etichette, luoghi comuni e stereotipi che spesso ruotano intorno al tema della transessualità. La persona transessuale non deve essere vista come un fenomeno da baraccone, ma come la ragazza o il ragazzo della porta accanto". Hanno trovato la loro identità, quella che più gli apparteneva, riconosciuta dalla Stato e dal loro Comune di residenza e i nuovi documenti sono stati rilasciati nei giorni scorsi dall'ufficio anagrafe di Recanati, prima a Maura poi ad Emanuele che ha intrapreso il percorso terapeutico e giudiziario per cambiare sesso poco dopo di lei. Maura è non vedente dall'età di 19 anni, per una malattia alla retina, e lavora come centralinista per un ente pubblico.

 

Il percorso di Maura

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Il cammino di Maura verso la transizione non è stato facile: "Mi hanno detto di essere la prima non vedente a completare un percorso di transizione in Italia. Ho perso la vista a 19 anni per una rara malattia alla retina, ma devo essere sincera: è stato molto più facile convivere con la cecità che con l’incongruenza di genere. Se da un giorno all’altro non vedi più in qualche modo puoi riorganizzare la tua vita ed è quello che ho fatto. È dura ma ci sono grandi possibilità. Con l’identità di genere non puoi scendere a patti ed esiste un solo modo che si chiama transizione: puoi lottarci per un po', ma alla fine sei costretta a cedere anche perché in ballo c’è la tua vita", racconta Maura che ha intrapreso il suo percorso a 36 anni. Inizialmente si è rivolta a uno psicologo privato, che l’ha accompagnata nei suoi primi passi, e in seguito si è affidata allo sportello del Movimento identità transessuale di Bologna, cominciando un sostegno terapeutico con dei professionisti.

"Non è stato facile, ma sono stata sempre accompagnata dalla consapevolezza e la convinzione che stavo facendo la cosa giusta”.

 

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