Carso, incendi riprendono forza: 25 famiglie evacuate. “Nuovi fronti probabilmente dolosi”

Cronaca
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Nella notte alcune famiglie di San Michele del Carso, frazione di Savogna d'Isonzo, hanno dovuto lasciare le abitazioni dopo che le fiamme, alimentate dal vento, stavano bruciando velocemente il bosco circostante. Soccorritori al lavoro per domare i roghi. Il sindaco di Gorizia: "Purtroppo si sono aperti nuovi fronti, probabilmente dolosi: chi sa, parli"

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Ha ripreso forza l’incendio scoppiato sul Carso, in particolare a Savogna d'Isonzo (in provincia di Gorizia). Nella notte, 25 famiglie della frazione di San Michele del Carso sono state fatte evacuare dalle abitazioni. Il rogo, divampato di nuovo ieri e che si è sviluppato sul Monte Brestovec, stava raggiungendo velocemente le case bruciando il bosco. "Purtroppo si sono aperti nuovi fronti, probabilmente dolosi: chi sa, parli", ha detto il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna. Sono ormai dieci giorni che sul Carso (e anche in altre aree) Vigili del fuoco, Corpo forestale, Protezione civile e volontari sono impegnati per frenare l'avanzata delle fiamme e spegnere incendi. I roghi, nelle ultime ore, si sono spostati su due diversi fronti della provincia di Gorizia. In uno di questi fronti rientra appunto la zona di Savogna d'Isonzo.

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L’incendio si era già avvicinato alle case di san Michele del Carso nel pomeriggio di ieri, poi era stato messo sotto controllo grazie all’intervento di due elicotteri. In serata, però, la potenza delle fiamme è aumentata a causa del vento e il rogo è di nuovo diventato una minaccia per gli abitanti: intorno alle 3, quando il rogo ha raggiunto il crinale che era stato individuato come barriera di sicurezza oltre il quale ci sarebbe potuto essere rischio per la popolazione, il sindaco Luca Pisk ha disposto l’evacuazione. Le 25 famiglie sono state accolte nella palestra di Savogna d'Isonzo, nelle strutture che erano già state allestite la settimana scorsa per un’altra evacuazione. Vigili del fuoco, uomini del Corpo forestale e della Protezione civile hanno lavorato tutta la notte per tentare di contenere l'avanzata dell'incendio. Sul posto anche due Canadair da Roma.

L’appello del sindaco di Gorizia: “Chi sa, parli”

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"Speravo davvero che l'incubo fosse finito e non ci fosse più la necessità di aggiornarvi, ma a causa - molto probabilmente - di qualche delinquente, che spero si riuscirà a identificare, l'incendio è ripreso provocando nuovi danni e la nuova evacuazione di San Michele del Carso”, ha detto il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna. "Purtroppo si sono aperti nuovi fronti, probabilmente dolosi: chi sa, parli", è il suo appello. “Si presume la natura dolosa perché l'incendio di Devetachi è partito dalla strada e quindi si può dire quasi con certezza che a provocarlo sia stata una mano umana", ha spiegato. E ancora: "Fa rabbia solo il pensarlo, ma non basta. Tutti ormai dobbiamo sentirci coinvolti in questa battaglia e faccio mio l'appello lanciato ieri dal Prefetto: se qualcuno ha visto o sentito qualcosa parli, informi le forze dell'ordine. Mettiamo fine a questa follia. Invito tutti a tenere alta la guardia e qualsiasi cosa sospetta si veda, si chiami subito chi di dovere. Vi prego, prestiamo attenzione". Sul fronte sloveno, come confermato dal sindaco di Nova Gorica Klemen Miklavič, tutti gli incendi sono stati domati. La Strada del Vallone, la statale 55, rimane ancora chiusa.

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