Asilo L’Aquila, la 38enne: “Mio figlio ha detto di aver inavvertitamente tolto la marcia”

Cronaca
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La donna è indagata per omicidio stradale, dopo che l’auto che aveva parcheggiato è piombata sull'asilo Primo Maggio uccidendo un bambino e ferendone altri cinque. Durante l'interrogatorio è emerso che la causa dello sfrenamento potrebbe essere “un errore umano”. "Me la sono vista passare avanti, ho provato a fermare la macchina con le mani ma non ci sono riuscita", ha ribadito la donna. Sabato i funerali del piccolo. Stabili le condizioni delle due bimbe ricoverate a Roma

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È stata interrogata la donna di 38 anni che aveva parcheggiato l’auto piombata nel giardino di un asilo a L’Aquila, due giorni fa, uccidendo un bambino e ferendone altri cinque. Il pm sta cercando di ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Da quanto emerso nell’interrogatorio, a causare lo sfrenamento della macchina sarebbe stato "un errore umano, una marcia tolta inavvertitamente". Lo confermano fonti difensive. "Mi ha detto mio figlio di aver inavvertitamente tolto la marcia. Mio figlio si è anche ferito nel gettarsi dall'abitacolo", avrebbe confessato la donna. Il figlio 12enne era rimasto nell'auto parcheggiata mentre lei era scesa per andare verso l'asilo. La donna ha poi ribadito quanto dichiarato nelle scorse ore e cioè di aver tentato di frenare la macchina con le mani, senza riuscirci: "Me la sono vista passare avanti, ho provato a fermare la macchina con le mani ma non ci sono riuscita", aveva detto al suo avvocato. "Mi ha avvertito mio figlio gridando ‘Mamma!’", avrebbe aggiunto la donna in lacrime ai giudici. Il ragazzino si è poi buttato dalla macchina in corsa. La 38enne è indagata per omicidio stradale.

La dinamica dell'incidente

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L’incidente all’asilo è avvenuto due giorni fa: la donna ha parcheggiato l'auto lasciando a bordo il minorenne, per andare a prendere gli altri figli a scuola. "Sono sicura di aver inserito la marcia e di aver lasciato la macchina in pianura", aveva detto rilasciando le prime dichiarazioni. Ma improvvisamente il mezzo si è messo in movimento e ha sfondato la recinzione dell'asilo, travolgendo i piccoli. Dalla perizia in corso sul mezzo è emerso che il freno a mano era elettronico, non manuale come precedentemente ipotizzato.

L'interrogatorio della donna

L'interrogatorio della 38enne è durato circa un'ora e mezza. Presenti il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta Stefano Gallo, il difensore Stefano Valentini, rappresentanti della Squadra Mobile e in alcune fasi ha presenziato anche il capo della Procura aquilana Michele Renzo. La donna ha rischiato di essere travolta dalla macchina "e solo alla fine mi sono dovuta scansare", avrebbe detto. "Ricordo quando ho parcheggiato di aver inserito la prima marcia ma non il freno a mano". Si è trattato in alcuni momenti di un interrogatorio drammatico, durante il quale si è detta "disperata", assieme a tutta la famiglia, per il dolore provocato per la morte del bambino e il ferimento degli altri cinque. Piangendo la 38enne, che è indagata per omicidio stradale, ha poi confessato quanto il figlio le avrebbe detto.

“Ho provato a fermare la macchina con le mani”

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"Ho lasciato mio figlio in auto, sono sicura di aver lasciato la macchina in pianura e di avere inserito la marcia, non mi ricordo di aver inserito il freno a mano. Poi ad un certo punto sono andata a prendere le due mie figlie gemelline", aveva già raccontato la donna durante un colloquio con il proprio avvocato. "Me la sono vista passare avanti, ho provato a fermare la macchina con le mani ma non ci sono riuscita. Siamo distrutti e addolorati - aveva aggiunto -. Chiediamo e chiederemo ancora scusa alla famiglia del povero Tommaso e dei bambini feriti". La donna è di origini bulgare e fa parte di una famiglia che da anni vive e lavora a L'Aquila. "Mio figlio durante la corsa ha cercato di uscire dalla macchina sbattendo la testa dentro l'abitacolo. Io e tutta la mia famiglia non riusciamo a darci pace, questa tragedia ci segnerà per la vita. Le mie figlie hanno visto le drammatiche scene e sono sotto shock", aveva detto ancora.

Sabato il funerale del bambino

Oggi ha parlato anche il padre del bambino di 4 anni morto nell’incidente. “È stata una fatalità, una disgrazia, la madre dei gemellini non c'entra nulla, non coviamo un senso di vendetta nei confronti di quella donna", ha detto a La Repubblica. La famiglia, attraverso il suo avvocato, ha chiesto “riservatezza e il massimo rispetto”. Sul corpo della piccola vittima è stata eseguita l'autopsia, mentre domani alle 15,30 si terranno i funerali nella basilica di Collemaggio all'Aquila.

Le condizioni delle bambine ferite

Intanto, resta in prognosi riservata una delle due bambine di 4 anni ferite nell’incidente e ricoverate al Policlinico Gemelli di Roma: a causa di una delicata frattura cranica, la piccola è ancora in terapia intensiva pediatrica, dove proseguono i trattamenti. L'altra bimba di 4 anni, ricoverata al Gemelli, è stata trasferita dalla terapia intensiva in un reparto pediatrico, dove proseguirà le cure. Le condizioni di entrambe le bambine, si apprende dal Policlinico, sono comunque stabili e in un quadro di progressivo miglioramento.

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