Ita-Alitalia, rottura tra azienda e sindacati: confermato sciopero di venerdì 24 settembre

Cronaca
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Nulla di fatto nell’incontro fra le sigle e l’azienda, che ha espresso l'intenzione di andare avanti unilateralmente con un regolamento aziendale e ha parlato di “proposte inaccettabili”. I rappresentanti dei lavoratori: “Non abbandoniamo la trattiva, ma la mobilitazione che dovrà garantire pieni livelli occupazionali e l'applicazione del contratto collettivo di lavoro diviene permanente. Intervenga il Mef”

È rottura totale nella trattativa tra Ita e i sindacati sul contratto. Lo riportano fonti sindacali, nel giorno dell’incontro per trattare in particolare sul contratto per i 2.800 lavoratori con cui Ita avvierà le operazioni. L'azienda ha espresso l'intenzione di andare avanti unilateralmente con un regolamento aziendale, parlando di “proposte sindacali inaccettabili”. Terminato il confronto, i rappresentanti dei lavoratori hanno organizzato un'occupazione simbolica della sala dove si è svolta la riunione, esponendo alle finestre le bandiere delle sigle. Poi hanno confermato lo sciopero del settore aereo di venerdì 24 settembre, mentre i lavoratori di Alitalia hanno organizzato una nuova protesta domani in centro a Roma dalle 10.30 a piazza San Silvestro, in concomitanza con le audizioni in Parlamento dei vertici di Ita.

Ita: “Impossibilità di trovare un accordo”

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"Ita, all'esito dell'incontro di chiusura del confronto con i sindacati, ha preso atto che le proposte pervenute non sono, purtroppo, accettabili e non costituiscono nemmeno una base di trattativa compatibile con la complessità e le tempistiche della sfida che la società deve affrontare in vista dell'avvio delle operazioni il 15 ottobre", afferma l’azienda in una nota. "Preso atto dell'impossibilità di trovare un accordo dopo una lunga trattiva, Ita ha consegnato alle rappresentanze dei lavoratori un proprio regolamento aziendale". "Le proposte pervenute, tra l'altro solo l'ultimo giorno, sono inoltre strutturate su un arco temporale non conciliabile con il Piano 2021-2025 di Ita e, soprattutto, orientate ad un recupero di costo non coerente con la oggettiva realtà dei fatti", si spiega nella nota. Il regolamento aziendale, si spiega ancora, "pur dovendo tenere conto dei vincoli di legge, ripropone le condizioni inizialmente avanzate ai sindacati e via via aggiornate, nel corso del confronto, sulla base delle richieste che è stato possibile accogliere. I trattamenti inclusi nel regolamento - si aggiunge - sono rispettosi dei minimi previsti dal CCNL di settore che Ita si è resa sin da subito disponibile ad applicare a condizioni sostenibili, ovvero che rappresentasse le aziende del settore e mantenesse l'unitarietà delle sigle sindacali". "Adottando il regolamento Ita ha comunque confermato l'impegno ad aggiornare costantemente le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali sull'evolversi della fase di start up e a convocarle per illustrare l'andamento dei parametri aziendali e per riprendere, alla luce del concreto andamento dell'attività, il negoziato sulle regole collettive applicabili al personale che verrà assunto", conclude la nota.

 

Ita: “Impegno per tutelare il futuro di 2.800 lavoratori”

Ita "è consapevole della serietà di tutte le problematiche rappresentate dai sindacati e associazioni professionali, ma è anche impegnata a tutelare il futuro delle 2.800 persone che entreranno a lavorare in Ita e a sostenere il piano di espansione che prevede al 2025 il raddoppio della flotta e l'assunzione di oltre 5.500 persone nella sola parte Aviation", afferma l’azienda in una nota. "Il successo di Ita dipende, necessariamente, - aggiunge - da una reale discontinuità industriale e dalla applicazione di trattamenti che, nel rispetto della legge, possano fattivamente sostenere il percorso di start up".

Sindacati: “Trattativa in mobilitazione permanente”

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"Nonostante la disponibilità al dialogo dimostrata dalle organizzazioni sindacali, la dirigenza ha comunicato che procederà in maniera unilaterale con l'applicazione del regolamento aziendale e con l'immediata assunzione a chiamata dei lavoratori", fanno sapere i sindacati in una nota congiunta, annunciando di aver "unitariamente deciso di non abbandonare il tavolo di trattativa sino a che l'azienda non accetterà di avviare un confronto serio e costruttivo, privo di iniziative unilaterali. "Durante la riunione odierna con i vertici aziendali i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl Trasporto Aereo, Usb , Fast Confsal e le associazioni professionali Anpac, Anpav, Anp, Navaid hanno formulato delle controproposte articolate e complessive in merito al contratto collettivo e alle assunzioni dei lavoratori in Ita e sulle relazioni industriali", spiegano le sigle nella nota. "La mobilitazione che dovrà garantire pieni livelli occupazionali e l'applicazione del contratto collettivo di lavoro diviene pertanto permanente".

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"La presa di posizione di Ita è molto grave e incomprensibile, anche perché la trattativa poteva proseguire e invece l'azienda ha posto condizioni capestro, chiudendo di fatto lo spazio per un vero negoziato", dicono i segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia e Claudio Tarlazzi, che proseguono: "A questo punto è necessario l'intervento della proprietà, cioè il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ci auguriamo che prevalga il buonsenso e che non si esasperino ulteriormente gli animi, ma che invece ci si renda conto che siamo di fronte al destino di 10.500 lavoratori". "A questo punto Ita parte col piede sbagliato: la gestione di un'azienda di servizi non può essere impostata sul conflitto ma deve esserlo sulla partecipazione. Chiediamo quindi un rapido ravvedimento operoso. Nel frattempo - concludono - è mobilitazione permanente, con manifestazione domattina alle 10.30 in piazza San Silvestro. Inoltre ricordiamo che questa vertenza è una delle motivazioni per cui è confermato lo sciopero di 24 ore di tutto il trasporto aereo per venerdì prossimo, 24 settembre".

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"Sin da quando è iniziata la vertenza Alitalia-Ita abbiamo subito detto che il tema occupazionale era imprescindibile", afferma Monica Mascia, Segretaria nazionale Fit-Cisl, spiegando che: "Il fatto che Ita sia una nuova azienda e che nasca ex novo non può costituire un alibi per non riconoscere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che fino ad oggi sono stati gli unici a pagare il prezzo delle strategie e delle politiche commerciali fallimentari". "Ci aspettiamo quindi - dice ancora Mascia - che, essendo le vertenze Alitalia e Ita intrecciate tra loro e rientrando le problematiche nelle competenze di quattro ministeri, sia il Governo ad assumere il coordinamento della gestione della vertenza e che nel rispetto della legislazione vigente dia in tempi brevi le corrette risposte, che devono essere il riconoscimento degli ammortizzatori sociali e delle necessarie politiche attive del lavoro finalizzate a garantire il mantenimento delle abilitazioni e delle certificazioni di volo e tecniche. Per quanto attiene alla vicenda Ita, riteniamo che sia necessario definire in tempi brevi un contratto aziendale coerente con le previsioni del contratto collettivo nazionale del Trasporto aereo. Proprio per queste ragioni stiamo proponendo all'azienda un percorso relazionale finalizzato al raggiungimento di tali obiettivi". "Ricordiamo che - conclude poi - oltre la vertenza Alitalia/Ita, l'assenza nel sistema del trasporto aereo di regole del lavoro comuni a tutte le aziende del settore basate in Italia danneggia il Paese e i progetti industriali che si vorrebbero attivare in questo segmento dei trasporti. Per tali ragioni, non avendo avuto ancora una convocazione dai ministeri competenti, nonostante i numerosi e reiterati solleciti, venerdì prossimo, 24 settembre, è confermato lo sciopero di tutto il trasporto aereo".

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