Terrorismo, l'ex Br Maurizio Di Marzio arrestato a Parigi. Italia chiede estradizione

Cronaca

L’uomo era sfuggito alle operazioni dello scorso aprile. Il suo nome è legato soprattutto al tentato sequestro del vicecapo della Digos di Roma Nicola Simone del 1982. Fissata a mercoledì l'udienza di comparizione davanti alla Corte d'Appello parigina

È stato arrestato questa mattina a Parigi Maurizio Di Marzio, ex terrorista delle Brigate Rosse sfuggito all’operazione "Ombre Rosse" di fine aprile, in cui erano stati catturati altri sette nomi delle Br (CHI SONO GLI EX BR ARRESTATI). Lo rendono noto fonti del Ministero di Giustizia. L’Italia ne chiede l’estrazione: il provvedimento depositato dalla Corte d’Assise di Roma lo scorso 8 luglio stabilisce che la sua pena non è ancora stata prescritta. Il nome di Di Marzio, 59 anni, è legato all'attentato del 1981 al dirigente dell'ufficio provinciale del collocamento di Roma Enzo Retrosi e al tentato sequestro del vicecapo della Digos della capitale Nicola Simone il giorno della Befana del 1982. La convalida dell'arresto è prevista per domattina. A quanto si apprende, per mercoledì è stata fissata la prima udienza di comparizione davanti alla Corte di Appello di Parigi. L’uomo deve scontare un residuo di pena di 5 anni e 9 mesi di reclusione per banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina.

L’attentato a Simone

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Una ricostruzione dell’attentato a Simone fu ricostruita dal quotidiano L’Unità una settimana dopo i fatti. "Un brigatista travestito da postino, con divisa e blocchetto delle ricevute in mano, bussò verso le 15. Simone guardò prima attraverso lo spioncino poi aprì, ma in pugno aveva la sua 38 special perché non si fidava”, scriveva il quotidiano quasi quarant’anni fa. Secondo una prima ricostruzione, si legge, Di Marzio “avrebbe sparato contro il funzionario di polizia, il quale avrebbe avuto la forza di reagire esplodendo a sua volta due colpi”. Stando a un’altra versione “altri componenti del commando Br erano appostati sul pianerottolo e avrebbero cercato di aggredire Simone per immobilizzarlo e rapinarlo. Allora il vicecapo della Digos avrebbe aperto il fuoco per primo, ferendo con due colpi uno dei terroristi e poi sarebbe caduto a terra ferito a sua volta da tre proiettili al volto".

Il secondo arresto e la vita in Francia

Di Marzio era già stato arrestato in Francia nel 1994, sempre su richiesta dell’Italia. Nonostante fosse stato espresso parere favorevole all’estradizione, non fu mai firmato alcun decreto, in virtù della Dottrina Mitterrand. La prassi ha fatto sì che, per anni, cittadini italiani coinvolti nella violenza politica sarebbero potuti restare in Francia e non essere estradati- anche se condannati- a patto di non esserlo stati in via definitiva per fatti di sangue e di non avere più legami con la lotta armata. L’ex brigatista ha aperto a Parigi il ristorante italiano Baraonda, dove lavorava anche Alimonti, uno degli ex terroristi fermato lo scorso aprile.

 

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