Covid, stop ai voli dal Brasile fino al 31 gennaio. Speranza: “La variante va studiata”

Cronaca
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Il ministro della Salute ha firmato l’ordinanza che interrompe i collegamenti aerei con lo Stato sudamericano: chi vi è transitato begli ultimi 14 giorni non può entrare in Italia, chi è già nel nostro Paese deve sottoporsi al tampone. La mutazione sta colpendo duramente l’Amazzonia dove l’ossigeno è quasi introvabile. La Gran Bretagna ha disposto il divieto d'ingresso per tutti coloro che viaggiano dal Portogallo

Stop ai voli dal Brasile diretti in Italia. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza, in vigore fino al 31 gennaio, che interrompe i collegamenti aerei con il Paese sudamericano alla luce della nuova variante del Covid-19 (AGGIORNAMENTI SPECIALE) che minaccia di essere ancora più aggressiva di quelle inglese e sudafricana. Una variante che sta colpendo duramente l’Amazzonia, dove l'ossigeno è ormai introvabile. E nel frattempo il presidente brasiliano Jair Bolsonaro è finito di nuovo al centro delle polemiche, con il governatore di San Paolo e suo rivale politico Joao Doria che ha definito "genocida" la gestione della pandemia da parte del suo governo.

Vietato l’ingresso in Italia a chi è transitato in Brasile negli ultimi 14 giorni

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"Ho firmato una nuova ordinanza che blocca i voli in partenza dal Brasile e vieta l'ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato - ha annunciato Speranza su Facebook - Chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione. È fondamentale che i nostri scienziati possano studiare approfonditamente la nuova variante. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza".

La situazione in Amazzonia

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Una scelta, quella della prudenza, dettata soprattutto dalla comparsa di varianti del virus in altri Paesi. Ultima, in ordine tempo, quella rilevata appunto in Brasile, che ha già colpito duramente in Amazzonia. Negli ospedali della regione è quasi impossibile trovare ossigeno, e in queste ore se ne sta disperatamente cercando in tutto il Paese per salvare 61 neonati prematuri ricoverati in terapia intensiva in vari nosocomi di Manaus. Il ministero della Salute ha annunciato di aver reperito ossigeno sufficiente per le prossime 48 per i bambini che necessitano di ventilazione meccanica. In tutto il Paese è scattata una gara di solidarietà e i governi di San Paolo, Minas Gerais, Paranà e Maranhao si sono offerti per ospitare i neonati nelle loro strutture sanitarie specializzate. Il governo federale spera tuttavia di riuscire a evitare il trasferimento dei bambini, mentre il governo di San Paolo ha annunciato di aver reperito 40 respiratori da inviare a Manaus.

La variante brasiliana allarma l’Europa

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L'aggressività della variante del virus scoperta in Brasile aveva già messo in allarme la Gran Bretagna, dove gli esperti hanno parlato di ben due mutazioni. Tanto che il governo, già alle prese con i danni provocati dalla variante inglese, ha disposto il divieto d'ingresso per tutti coloro che viaggiano dal Portogallo (porta dell'Europa per il Brasile) e dal Sudamerica. La stretta sui voli disposta da Londra potrebbe comunque non essere sufficiente: secondo uno dei consiglieri scientifici di Downing Street, l'epidemiologo Mattha Busby, è probabile che la seconda variante brasiliana sia già presente nell'isola, anche se non è stata ancora rilevata. Mentre del primo ceppo si contano una decina di casi. In Portogallo, l'arrivo della variante dal Sudamerica potrebbe avere conseguenze disastrose, se si considera che il sistema sanitario è già in crisi: le terapie intensive sono quasi al collasso, con 638 persone in rianimazione sui 672 posti disponibili. E secondo l'associazione degli amministratori ospedalieri il numero dei ricoveri potrebbe aumentare notevolmente nella prossima settimana. Oggi il Portogallo, appena rientrato in lockdown, ha registrato quasi 11mila nuovi contagi e 166 morti nelle ultime 24 ore: in totale i contagiati sono 540mila (su 10 milioni di abitanti) e le vittime sono salite a 8.709.

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